“Quando si dice che i poveri bisogna aiutarli a casa loro io rispondo che noi ci siamo da oltre 20 anni senza far tanto rumore”. Don Rino Ramaccioni è infatti in questi giorni in Burundi, accompagnato da 2 medici recanatesi, Nicolantonio Sacco e Debhora Cingolani, dai volontari del Sermirr Maria Battistelli (presidente) e Franco Romagnoli, e da don David che è la prima volta che partecipa a questi viaggi di speranza e di amore tanto consueti ormai per Don Rino.
La delegazione recanatese è arrivata carica di quelle generose offerte che è riuscita a racimolare dai benefattori italiani e nelle settimane che staranno in terra africana daranno una mano ai tanti progetti in corso: dalle due piccole cooperative di lavoro presenti, dove operano 35 persone, alla scuola gestita da Suor Stefany frequentata da oltre 700 bambini. I due medici recanatesi organizzeranno il piccolo ambulatorio sanitario mentre Romagnoli, da ex dirigente scolastico, non mancherà certo di dare consigli per la migliore gestione delle attività didattiche.
“Facciamo spesso questi viaggi, sottolinea don Rino, sia per far crescere l’amicizia sia per la credibilità dei progetti: controlliamo e verifichiamo che tutto vada bene per fa sì la gente continui a darci una mano dandoci i soldi necessari per comprare riso e fagioli. In Burundi la paga di un professore universitario è meno di 50 euro al mese e riso e fagioli costano 100 euro al quintale: quindi, chi se li può permettere? Bisogna aiutarli”.
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