Il Centro Mondiale della poesia rivendica la piena titolarietà della sua sede.

I prodromi si erano visti sin dal quando nell'estate del 2012 come presidente del Centro Mondiale della Poesia era stato nominato Luciano Scala. Appena dopo il suo insediamento l'ex direttore generale ministeriale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali aveva scritto al sindaco Fiordomo chiedendogli di liberare entro breve i locali del Centro in cui “provvisoriamente” era stato ospitata la civica Scuola di Musica per permettere al Comune di completare i lavori di ristrutturazione di Palazzo Venieri. Un'ospitalità che doveva durare sino all’agosto 2011 e che, invece, non ha trovato mai una diversa soluzione tanto che anche oggi il prestigioso istituto musicale prosegue la sua attività all'interno di quei locali anche se è da tempo terminata la ristrutturazione della sua vecchia sede. La richiesta di Scala nasceva dalla considerazione che quell'immobile, il vecchio convento delle suore di Santo Stefano, fu acquistato e ristrutturato grazie ai fondi pubblici della legge “Leopardi nel mondo” per adibirlo a sede del Centro Mondiale della Poesia e della Cultura e per accogliere gli studiosi e svolgere le attività proprie dell'Ente. L’assemblea dei soci del Centro considera d’altra parte considera inaccettabile che locali che dovevano essere liberati nel 2011 siano ancora nella esclusiva disponibilità del Comune che non ne riconosce alcun diritto di titolarità in capo al  Centro. L’assemblea dei soci chiarisce, però, a scanso di strumentalizzazioni, che la sua azione legale non è contro la scuola che può continuare ad occupare quei locali solo che  il tutto deve essere regolarizzato da un accordo diretto con il Cmdp. La vicenda si è colorata negli anni anche di un contenzioso economico perchè Scala rivendicava, arrivando sino al Giudice di Pace, anche il rimborso spese delle utenze pagate dal CMP ma utilizzate dalla scuola. Una pratica messa un po' in sordina negli ultimi tempi dall’altra querelle,  ben più pesante economicamente, nella quale il Centro Mondiale della Poesia rivendica nei confronti sempre del Comune, la somma di oltre 500 mila euro per la mancata corresponsione a suo favore dei contributi non erogati, circa 75 mila euro annui, dal 2009 ad oggi. Il direttore Scala, però, non demorde e non dimentica tanto che è ricorso al Tribunale di Macerata ex art. 447 bis per ottenere il rilascio da parte del Comune proprio di quei locali siti al primo piano della sede dell'Ente nell'ex convento di S. Stefano. Ma il Comune non ci sta e la giunta martedì mattina ha ritenuto necessario resistere in giudizio ritenendo infondata la pretesa dell’Associazione. Sarà ancora una volta l'Avv. Alessandra Piccinini, già difensore del Comune in precedenti giudizi promossi dalla stessa Associazione, coadiuvata dalla collega Cristiana Fani, entrambe del foro di Macerata, ad assumere l’incarico della difesa del Comune per un compenso preventivato di 9.360 euro.

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