Lettera inviata all’Inps

Egregi Signori,
ricevendo come ogni anno la vostra informativa relativa alla nostra pensione, abbiamo notato come, diversamente dagli anni precedenti, vengono elencati gli importi – netti – delle singole rate mensili, senza però più precisare quanto viene poi trattenuto per le varie addizionali regionali, comunali ecc.
Tali importi, ripetiamo definiti netti, accreditati con bonifico nei nostri c.c. bancari o postali, non corrispondono poi a quanto segnalatoci essendo sempre più bassi. Per questo, dopo aver contattato senza esito due Caf locali, che hanno detto di doversi occupare di persone con lo stesso problema, ci siamo recati nella sede provinciale dell’istituto nell’intento di capire il perché della cosa.
In sostanza dalla responsabile di quel servizio ci è stato risposto che:
Le trattenute erano dovute alle addizionali irpef regionali e comunali, cosa da noi immaginata, e genericamente annunciata nelle clausole della loro informativa,
le cifre in questione, prima venivano esplicitate direttamente dalle banche/poste ai singoli clienti, ma da quest’anno, queste non lo facevano più perché non si erano accordate con L’INPS per lo svolgimento del servizio.
E alle nostre osservazioni che, allora, dovevamo venire informati dall’istituto, che: La modulistica partiva da Roma, e non era possibile precisare caso per caso la cosa ai singoli utenti, ci si si poteva informare rivolgendosi a loro tutte le volte, oppure collegandosi al loro sito internet col proprio numero identificativo personale (Id).
Allora insistevamo, che non tutti hanno il pc!, e comunque sarebbe una perdita di tempo visto che già le cifre che interessano sono chiare in origine e basta comunicarle; il bonifico parte dall’istituto, che quindi conosce perfettamente quali sono i singoli importi detratti da ciascuna rata della pensione, o perché gli vengono comunicati dagli enti interessati di volta in volta o, crediamo, perché nel suo sistema informatico ci sono già gli algoritmi per calcolare tali detrazioni, in base appunto ai coefficienti stabiliti dalla regione e dal comune di competenza.
La dirigente ha buttalo là che, “se non ci stava bene questo modo di operare, potevamo fare causa all’istituto!”.
Al ché, polemica per polemica, certi di essere seppur infinitesimamente i vostri datori di lavoro, abbiamo replicato che “e fossimo stati negli Stati Uniti l’avremmo magari fatta veramente!”, qui, visti i rapporti di forza, rischiavamo di venire condannati per “lite temeraria”.
Però ci domandiamo: Se nella trafila ci fossero degli errori più o meno volontari, come potremmo accorgercene?.
Come potremmo esercitare il nostro diritto di critica democratica, verso i nostri amministratori locali, per eventuali loro spese superflue o le tante buche sulle strade, se non sappiamo quanto versiamo loro?
Concludendo: E’ possibile che qualcuno ci tolga dei soldi -automaticamente- senza rilasciare una ricevuta?.
All’occorrenza procederemo ad una raccolta di firme visti i tanti che vogliono aderire, intanto invieremo questa nostra a moltissimi soggetti via email e sui social network sperando che qualcuno ci aiuti a risolvere la cosa.
Il cittadino ha diritto di essere documentato puntualmente!
Mauro Tombesi ed Enrico Marconi, Frazione Sambucheto – Montecassiano (MC)