
RECANATI. Continua ad essere un sorvegliato speciale il Colle dell’Infinito, in vista dell’approvazione definitiva dell’adeguamento del nuovo piano regolatore al piano territoriale di coordinamento della Provincia che sarà portato in discussione domani sera in Consiglio Comunale. Siamo nella fase finale, quella dell’esame delle 120 osservazioni nel frattempo pervenute in Comune e che saranno votate una ad una. Il timore è che a risentirne di più sia proprio il paesaggio leopardiano e in modo particolare il versante del Colle dell’Infinito. Da una parte ci sono il Fai e Casa Leopardi che esprimono preoccupazione e invocano maggiore attenzione e dall’altra c’è il Comune e in particolar l’assessore Galassi che assicura tutti che i vincoli di edificabilità sono assoluti e non un solo metro cubo in più sorgerà lungo le pendici del colle leopardiano. Il Fai, non crede alle assicurazioni del Palazzo e chiede vincoli più stretti e vigilanza dato che c’è la possibilità per i proprietari di casolari a ridosso del Colle di realizzare nuove costruzioni, a destinazione ricreativa, culturale e turistica. Il Fondo Ambiente Italiano ha chiesto, anche, informazioni aggiuntive sul progetto, presentato da un privato, di un garage sotterraneo di 400 metri quadri. Che le cose non siano poi così tranquille per l’integrità del paesaggio leopardiano sono a testimoniarlo le numerose segnalazioni che giungono dai recanatesi all’amministrazione comunale tramite il suo sito face book. S.A. denuncia sotto la curva dell’ospedale uno sbancamento in atto lungo il versante della collina che guarda verso la vallata del Potenza. “Sarà tutto regolare, ma è zona sensibile e sarebbe un peccato assistere a uno scempio proprio lì.” Alza le mani l’assessore Galassi che dice che si tratta di una demolizione e ricostruzione con ampliamento. Trattandosi di zona sensibile il progetto è stato esaminato accuratamente dalla Sovrintendenza (la quale ha dato parere favorevole). Ribatte P.B. che descrive un muro di cemento alto quasi 3 metri. “Il regolamento edilizio lo dovete fare, voi mica la Sovrintendenza.” P. G., ricorda a Galassi che lei ha ristrutturato casa proprio lì vicino 15 anni fa e la Sovrintendenza non le ha fatto nemmeno scegliere il colore della stessa né tanto meno ingrandire di 10 cm le finestre e chiuderne alcune.” Galassi ammette che la costruzione in fase di realizzazione è molto “impattante ma la Sovrintendenza nel corso della progettazione ha dato varie prescrizioni (linee architettoniche, materiali, altezze, mitigazione) che certamente saranno rispettate. Vigileremo noi per quel che ci compete, ma siamo anche garantiti dal privato il quale, visto l’importante investimento, ha tutto l’interesse affinché l’abitazione venga realizzata come da progetto approvato dalla Sovrintendenza.”