Il comitato ribadisce la sua volontà di lotta contro la chiusura del Punto di Primo Intervento

Una delegazione del Comitato per la Difesa dell’Ospedale Santa Lucia di Recanati ha incontrato questa mattina in Regione il Presidente della IV Commissione Consiliare Fabrizio Volpini, la Vice Presidente Elena Leonardi e la Dirigente alla sanità Lucia di Furia.

Il Comitato ha esposto tutte le perplessità ed ha lanciato un accorato grido di allarme riguardo la Delibera Regionale numero 139 del 22.02.2016 dove si delinea la chiusura definitiva del Punto di Primo Intervento  del Santa Lucia il 30.06.2017.

Non ci siamo risparmiati nel presentare fatti concreti su quello che accade nei Pronto Soccorso dei nosocomi di Civitanova e Macerata non idonei sia per carenza di personale che di spazi, a ricevere la notevole mole di pazienti che quotidianamente  versano in queste strutture; abbiamo portato testimonianze di criticità e situazioni allucinanti che gli utenti di questo territorio sono costretti a subire.

Abbiamo ribadito con forza che queste strutture si trovano a 30 km di distanza, che le strade sono inadeguate, mal servite e che la popolazione di questo bacino comprende circa 50000 utenti che aumentano notevolmente nel periodo estivo e per tutto questo non si può contemplare una chiusura totale del PPI di Recanati.

Altra nostra richiesta accorata è stato il mammografo promesso da diverso tempo, una diagnostica efficiente con medico presente tutta la giornata e i vari specialisti presenti in più giorni.

Con l’occasione abbiamo presentato al protocollo un documento dove si spiegano le nostre ragioni e le nostre richieste e abbiamo presentato per conoscenza le oltre 2500 petizioni che abbiamo raccolto in meno di un mese.

Da parte loro, la risposta è stata positiva, ovvero hanno ascoltato con molta attenzione le nostre richieste e hanno promesso un’accurata verifica con relativo intervento per dare piena attuazione sia a livello di prestazioni che di strumentazione come recita la delibera 139. Per quanto riguarda il PPI e la sua conversione in PAT, in questa sede, non possono garantire, ma si faranno portavoce e presenteranno le criticità a chi ha competenza e capacità di deliberare in merito e cioè il Presidente-Assessore alla sanità Ceriscioli reputando che se si interviene andrebbe fatto a livello generale.

In conclusione possiamo ritenere quest’incontro positivo, almeno per ora, siamo stati ascoltati e anche sostenuti, restiamo in attesa di soluzioni positive e concrete che possano garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini in egual misura.

Per il comitato Nicoletta Marzioli

 

 

 

 

 

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