Quel cortile, posto subito fuori le mura della città, a fianco dell’antica porta di San Filippo, è come le nozze di Renzo e Lucia: non sa proprio da fare, anzi non sa proprio da pulire. Non sono valse due ordinanze anche se un po’ datate: la prima del lontano luglio 2009 e la seconda dell’agosto del 2015, affissa quest’ultima come se fosse una bolla pontificia sul portone di ingresso, a convincere il legittimo proprietario di quel cortile, la Chiesa Rettoriale di S. Filippo Neri, ad intervenire per rimettere in sicurezza l’area e ripristinare le condizioni igienico sanitarie a tutela del decoro e dell’incolumità urbana, trovandosi tanto più a ridosso di una delle più belle porte d’ingresso della città realizzata nel 1300.
Non solo la proprietà ha fatto sino ad oggi orecchie da mercante, disinteressandosi completamente delle due ordinanze del Comune, ma non si è preoccupata neppure di tenere chiusa la porta di ingresso di quel cortile a cui chiunque può accedere con grave pericolo per gli eventuali intrusi perché il luogo si presenta fatiscente, sporco e ricettacolo di qualsiasi specie animale, soprattutto ratti.
Nella diffida, fatta giungere al proprietario, si legge che a seguito di un sopralluogo è stato riscontrato che il cortile versa in condizioni igienico sanitarie precarie ed è necessario ed urgente eseguire lavori di ripristino di quei luoghi al termine dei quali doveva essere presentata all’ufficio apposita documentazione. In caso contrario si minaccia addirittura l’esproprio del bene. Il Comune, però, ignaro del pericolo che una situazione del genere comporta, non si è attivato più di tanto come se una volta emessa l’ordinanza qualsiasi cosa accada la responsabilità non fosse anche del dirigente che ha firmato l’ordinanza, cioè l’architetto Maurizio Paduano e del primo cittadino.
Strano come si guardi a sistemare 50 fioriere lungo il nuovo Corso Persiani, che dallo sconcio denunciato dista appena 50 metri, e poi si tolleri una simile ferita mortale inferta all’immagine della città. E pensare inoltre che solo pochi mesi fa si è svolta una lunga discussione in Consiglio proprio sul decoro della città su una proposta bipartisan, presentata da 8 consiglieri, 4 di maggioranza e 4 di opposizione, dove si sono presi solenni impegni per rendere meglio presentabile la città. E non parliamo di un’area sperduta nella più lontana periferia, ma del centro storico.
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