Antonio Baleani consigliere di Obiettivo Recanati, punta il dito sui lavori in corso nel giardino di Palazzo Antici. Recentemente è stata realizzata un’apertura del muro del ‘600 che delimita l’area verde dell’antica dimora che fu di Adelaide, madre di Giacomo Leopardi, per permettere l'accesso di auto nel vecchio giardino. Antonio Baleani afferma che quei lavori non andavano fatti perché il giardino è vincolato e non può essere trasformato. Baleani tira fuori un documento niente meno datato 1913 a riprova di quello che sostiene. Si tratta di una notifica che il messo comunale consegnò al Marchese Rodolfo Antici proprietario, allora, dell’antico Palazzo in cui si comunica che la casa che fu dei Riccabella, posta all’interno del giardino è tutelata. Ma non basta, Baleani cita anche il piano particolareggiato del centro storico che vieta ogni modifica del verde esistente. “Inizialmente avevo pensato, afferma Baleani che l’apertura sul muro fosse un’opera provvisoria a servizio del cantiere. Invece poi mi sono reso conto che non era proprio così e mi sono preoccupato della situazione. E’ stata costruita una rampa interna per coprire il dislivello fra via dei Cappuccini e il giardino di circa un metro e mezzo, con un massello di cemento armato per far scendere le autovetture. Sulla SCIA presentata dall’attuale proprietario di Palazzo Antici si legge che il giardino non ha alcun vincolo. Ma, essendo il giardino una pertinenza del palazzo, vincolato dalla Sovrintendenza, lo è automaticamente anche questo come anche la ex serra che ricade al suo interno. Entrambi, tra l’altro, hanno lo stesso numero di particella per cui il vincolo è univoco.” Per Baleani le responsabilità sono in capo al Comune che doveva verificare la presenza del vincolo prima di dare l’autorizzazione. “E’ stato fatto un grave errore sia dagli uffici competenti sia dalla parte politica dove è mancata la sensibilità necessaria. In fondo bastava applicare il vigente Piano Particolareggiato del Centro Storico che ha norme ben precise per i giardini che addirittura, pur se di proprietà privata, se sono tenuti incolti andrebbero acquisiti da parte del Comune e destinati ad aree verdi pubbliche.” Ma Baleani lancia anche un grido di allarme sulla stabilità del complesso murario della zona. “Chi ha dato l’autorizzazione a usare quel giardino non si è neanche posto il problema delle mura che ricadono in via Badaloni. Ci sono delle spanciature enormi ed è necessario e urgente riprenderle. La parte sotto è di proprietà pubblica mentre gli ultimi due metri sopra fanno parte della proprietà privata con cui bisognava raggiungere un accordo per mettere in sicurezza le mura.”
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