Il privato con l’operazione Astea – Centro Marche Acque deve leccarsi i baffi

“Centro Marche Acque una società con zero dipendenti ma con un Consiglio di Amministrazione composto da 5 amministratori, tra cui un Presidente ed un Vice Presidente, un collegio di revisione con tre componenti e un Organismo di vigilanza. Nuove poltrone i cui costi sono a carico dei cittadini e che contribuiranno a far lievitare le tariffe dell’acqua, già tra le più alte dell’Ambito.” La denuncia arriva src=http://www.radioerre.net/notizie/images/articoli/politici/RECANATI/Bertini-Sabrina.jpgsrc=http://www.radioerre.net/notizie/images/articoli/politici/osimo/maria-graziacome una fucilata dalle consigliere comunali Sabrina Bertini a Recanati e Maria Grazia Mariani a Osimo, espressioni entrambe di una lista civica all’indomani dell’avvio della procedura per il conferimento da parte di alcuni comuni fra cui Recanati ed Osimo, che fanno parte di Astea, delle loro azioni a Centro Marche Acque che così passa da 10.000 euro di capitale sociale a ben oltre i 2 milioni con un patrimonio netto di circa 65.000.000 euro.

Centro Marche Acque è diventata, quindi, la holding interamente pubblica che controllerà' Astea spa che manterrà, comunque, il suo ruolo operativo, anch’essa con un nutrito numero di amministratori.

Per le due consigliere, però, l’operazione, complessa e con molti ostacoli da superare, nasconde un altro fine: “l’aumento del capitale sociale in Centro Marche Acque srl voluta dai Sindaci Pugnaloni e Fiordomo, entrambi PD, serve a giustificare la distribuzione di nuovi incarichi tanto che hanno già concordato tutto: chi nominare e con quali poteri. L’acqua è un Business, altro che bene comune o diritto universale.”

Convinzione che nasce anche, dice la Mariani, dando uno sguardo sul sito dell’ATO 3, ambito dove ricade sia Recanati che Osimo, al Documento Unico di Programmazione 2016-2018 e, in particolare, all’analisi della situazione delle tariffe in vigore. “Nel 2015, scrivono, le tariffe medie applicate nel territorio dell’Ambito (48 Comuni dislocati fra le provincie di Macerata e Ancona) sono di circa 2,08 euro al metro cubo e risultano superiori rispetto alla media nazionale. Sono andata a vedere i singoli gestori e con amarezza ho scoperto che Astea risulta la prima nella classifica nel senso che applica la tariffa media più alta, 2,15, contro quella media più bassa applicata, ad esempio, da Acqua Ambiente Marche di 1,96. Se guardiano l’incremento annuale vediamo che Astea ha una media di oltre il 5% tanto che nell’ultimo quadriennio l’incremento delle tariffe per Astea è del 24% contro quello di APM che ha applicato il 4,7% di aumento nel quadriennio.”

Entrambe le consigliere ricordano come durante la seduta del Consiglio comunale di Osimo lo stesso avv. Morini, esperto nel diritto societario e chiamato quale consulente per il trasferimento delle azioni da Astea a Centro Marche Acque, abbia “affermato: “il privato con questa operazione deve leccarsi i baffi”. Un parere che abbiamo pagato caro: oltre 50.000 euro!”

Duro il monito finale delle consigliere: “la sinistra e il PD si riempiono la bocca di slogan elettorali ma quando si tratta di gestire il Servizio Idrico Integrato pensano solo agli affari. Il loro unico interesse non è salvaguardare i soci pubblici di Astea Spa (vale a dire tutti i cittadini) o il contenimento dei costi per la tariffa dell’acqua. Il loro unico interesse è creare nuove poltrone e tutelare gli interessi del socio privato che sarà sempre più difficile liquidare. Nei patti parasociali si è data importanza alle cariche e non alle modalità di scelta degli amministratori. D’altro canto siamo abituati a nomine solo politiche: un amministratore che pur essendo stato consigliere comunale di Osimo nel biennio antecedente e quindi incompatibile ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione esercitando poteri gestori con la complicità di tutti i comuni”.

;

Lascia un commento