Dopo San Domenico sono molte altre le chiese cittadine che presentano lesioni dovute alle scosse di terremoto di questo lungo autunno. Nei giorni scorsi era stata l’antica chiesa di Sant’Ubaldo a presentare criticità tanto che durante la notte sono intervenuti agenti della polizia Municipale e autogrù della locale ditta Pepa Trasporti per asportare la torretta campanaria che stava rappresentando un pericolo per le case sottostanti.
E’ notizia, invece, di queste ultime ore la chiusura della chieda di San Francesco, nel quartiere del mercato: preoccupanti crepe sono comparse sia all’ingresso che all’abside e hanno fatto decidere i tecnici, per prudenza, di chiudere l’edificio religioso al culto in modo da evitare la presenza dei fedeli.
E pensare che un prete ai microfoni di Radio Maria sul terremoto il 30 ottobre scorso ha detto questo: “Dal punto di vista teologico questi disastri sono una conseguenza del peccato originale, sono il castigo del peccato originale, anche se la parola non piace… Arrivo al dunque, castigo divino. Queste offese alla famiglia e alla dignità del matrimonio, le stesse unioni civili. Chiamiamolo castigo divino".
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