Sopralluogo tecnico l’altra mattina nel condominio delle case popolari di via Risorgimento, nel quartiere di Castelnuovo, dove alcuni inquilini avvertono da tempo degli scricchioli e strani rumori provenienti dall’ultimo piano vuoto perché non ancora ristrutturato. La segnalazione al sindaco e al comando della polizia municipale è partita da Luciano Pennacchioni che insieme alla sua famiglia abita in un alloggio popolare dello stabile. Il sopralluogo è stato effettuato da due geometri del Comune per verificare lo stato della struttura. In realtà, da quello che è emerso, non sembra che il condominio presenti criticità strutturali ma i rischi sono legati alle condizioni dell’immobile adiacente, con il quale fa corpo unico, quello appunto dell’ex Clarisse di proprietà della Fondazione Ircer che è in condizioni di degrado pauroso, come già è stato più volte denunciato, per via del cedimento di una parte del tetto. Le piogge e l’assenza di ogni tipo di manutenzione hanno aggravato questa parte dell’edificio che ha finito, a quanto pare, per intaccare l’ultimo piano vuoto dello stabile delle case popolari con solai sfondati e caduta di calcinacci che spiegano i rumori preoccupanti che gli inquilini ogni tanto avvertono.
Le poche famiglie che abitano nel condominio non si sentono sicure, anche per come si presenta in alcune parti l’immobile. E’ di pochi giorni fa l’intervento di una ditta per rimettere in sicurezza il tetto prospicente la facciata anteriore dello stabile da cui, a causa del vento, sono cadute alcune tegole.
L’addicente immobile dell’Ex Clarisse, proprietà del Comune sino la fine degli anni duemila, venne ceduto agli Ircer per una somma di poco superiore ai 2 milioni di euro che già allora comportò un vero salasso per l’ente che gestisce la casa di riposo, la casa protetta, dei mini alloggi per anziani e un discreto patrimonio agrario. In cambio, però, l’allora amministrazione Corvatta deliberò, nell’agosto del 2007, una variante urbanistica che permetteva agli Ircer di rendere edificabili circa 17 ettari di terreno agricolo in diverse zone del territorio comunale. Con la vendita di quelle aree l’Ente avrebbe avuto i fondi sufficienti per ristrutturare l’intero complesso e trasformarlo in una struttura residenziale per anziani dando anche al quartiere di Castelnuovo, ormai morente, una maggiore vitalità. Purtroppo, però, gli Ircer rimasero con un palmo di naso perché la variante, con l’avvento della nuova giunta Fiordomo, non ebbe più seguito e all’ente non rimase altro da fare che cercare un acquirente ma purtroppo, sino ad oggi, nessuno si è fatto avanti.
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