Sarebbe stato proprio lui, Muhammad Riaz, pakistano 45enne, il 24 febbraio dell’anno scorso a picchiare ferocemente la figlia 19enne Azka Riaz e subito dopo stenderla in strada a Trodica e osservare, secondo le testimonianza raccolte ieri mattina in Tribunale a Macerata, mentre veniva travolta da un auto di passaggio. Si basa su questo l’accusa formulata nei suoi confronti di omicidio preterintenzionale.
Ieri sono state ascoltate diverse testimonianza, in assise a Macerata: il comandante della Polstrada Leonardo Bonfitto ha confermato che “i segni sul corpo della giovane erano compatibili con quelli di una persona sormontata da un’auto. Ascoltata anche la coppia che era bordo dell'auto che è passata sopra il corpo della ragazza che hanno dichiarato che al momento dell’incidente, il padre era lì, accanto al corpo della figlia, impassibile e con la sigaretta in bocca. Solo all’arrivo dei soccorsi ha dichiarato il legame parentale che lo univa alla giovane.
Sul banco dei testimoni anche Giovanni Perniola, carabiniere in forza alla caserma di Recanati, che aveva a suo tempo indagato sull’accusa di maltrattamenti in famiglia che allora era residente in città. In casa, a suo tempo, era stata trovata una mazza da cricket e diversi certificati del pronto soccorso di quando i figli dell’uomo si erano fatti male ufficialmente per cadute dalle scale.
Ma così non era e il corso delle indagini ha appurato che la ragazza, la sorella e i fratelli minori subivano da tempo maltrattamenti e violenza sessuale tanto che sul padre pende una denuncia e loro ora sono parti civili nel processo difesi dall’avvocato Paolo Carnevali. Anzi, pochi giorni dopo quel fatidico 24 febbraio 2018 la giovane, che era rimasta sola in Italia perché i fratelli e la sorella avevano raggiunto la madre in Pakistan, avrebbe dovuto essere ascoltata in Procura.
Ora madre e figli saranno in Italia il 17 luglio prossimo quando si terrà la nuova udienza e saranno ascoltati come testimoni. La tesi dell’accusa è che l’uomo picchiasse i figli e violentasse le figlie; Azka sarebbe anche stata costretta ad abortire.
;