L’avv. Paolo Maggini fa chiarezza dopo il provvedimento di chiusura del Revenge Pub a Recanati

In relazione alle vicende che hanno indotto il Questore a decretare la sospensione  per giorni 15 della licenza del “Revenge Pub” di Recanati, preme fare chiarezza su alcuni fatti e circostanze alla luce di quanto riportato dalla stampa locale .

1° –  In forza dell’art. 100 TULPS il Questore può decretare  la sospensione della licenza (anche per un periodo superiore ai 15 giorni se la gravità dei fatti lo giustifica) a seguito del compimento (sempre da accertare debitamente ) di reati all’interno del locale o nelle vicinanze.

2° Ciò accade anche a prescindere da qualunque forma di colpa e/o di responsabilità  dell’esercente, solo per ragioni, quindi, di tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini più in generale.

In poche parole, non si tratta di un provvedimento sanzionatorio nei confronti degli imprenditori che gestiscono il locale /esercizio, ma di strumento, misura, a presidio dell’ordine pubblico.

E’ esattamente  ciò che è avvenuto nel caso di specie.

Il Revenge Pub è frequentato prevalentemente  da una clientela Giovane, ragione per la quale gli stessi esercenti hanno, DA SEMPRE, costituito un filo diretto con le Forze dell’Ordine al fine di controllare debitamente fatti, comportamenti e soggetti da cui possa scaturire la commissione di un qualche reato.

Non a caso il locale è dotato di sistema di video sorveglianza; i titolari  svolgono attenta ed ininterrotta attività di vigilanza  e sono in costante contatto con il comando delle Stazioni dei Carabinieri di Recanati e Porto Recanati.

Nel caso che ci occupa è avvenuto che alcuni avventori, che si erano ritrovati all’interno di un ampio garage coperto nelle vicinanze del bar, si siano poi trasferiti all’interno dei locali “liberandosi” sbrigativamente di quanto avevano addosso. Da qui il provvedimento.

Ovvio che, in tale contesto, ad essere di fatto maggiormente penalizzati, nonostante i loro sforzi e  la indubbia correttezza del loro operato, siano stati i malcapitati gestori del Revenge Pub, soccombendo il diritto alla libera iniziativa economica sancito dall’art. 41 della Costituzione, al più ampio principio Costituzionale della tutela dell’Ordine Pubblico, con grave danno, tuttavia, per chi, con quei locali, vive e sopravvive.

A prescindere quindi dalle iniziative che i titolari del Pub promuoveranno nelle dovute sedi amministrative, resta il fatto che essi, da domani più che mai, collaboreranno ancor più fattivamente con le forze dell’ordine (che non mancheranno di sollecitare ogni qual volta ce ne sia bisogno), soprattutto a titolo di prevenzione, non trascurando inoltre di individuare coloro che, con i loro comportamenti, hanno danneggiato, O CONTINUINO A DANNEGGIARE,  l’esercizio della loro attività, così da promuovere nei loro confronti le dovute azioni giudiziarie per i danni subiti.

Con l’auspicio, in ogni caso, che le Forze dell’ Ordine collaborino altrettanto fattivamente, anche a salvaguardia delle ragioni e dei diritti della locale piccola impresa.

;

Lascia un commento