E’ giunta la risposta dell’Ordine dei geologi alla richiesta di parere dei consiglieri comunali Baleani, Bertini, Galgano e Giaconi sul progetto di ristrutturazione della scuola Beniamino Gigli ed in particolare sulla mancanza della relazione geologica specifica.
Nella documentazione sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale ed allegata alla domanda di partecipazione al bando della Regione Marche per la concessione di finanziamento a fondo perduto risultava, infatti, presente una relazione geologica del 1998 relativa ad una scala di sicurezza ed una del 2013 relativa all’area del parcheggio Centro Città 2.0 anziché, come ritenuto dai consiglieri comunali di opposizione, una relazione riferita al tipo di intervento proposto.
La risposta dell’ordine non lascia spazio a dubbi: “la relazione geologica deve essere originale, sito specifica, può contenere una parte di raccolta dati disponibili e gli esiti della ricerca bibliografica , ma deve riferirsi chiaramente ed esclusivamente al progetto e adeguarsi alle norme tecniche vigenti. Pertanto non sono da ritenersi congrue altre relazioni che non si riferiscono chiaramente al progetto in questione” “Non possono essere utilizzate allo scopo altre relazioni redatte a corredo di altri interventi e per lo più antecedenti all’entrata in vigore dell’attuale normativa”
“Una simile condotta rischia di viziare un’eventuale procedura ad evidenza pubblica in cui la scelta del contraente sarebbe fuorviata dalla mancata considerazione anche in termini di costi effettivi di una relazione geologica redatta ad hoc”.
Altrettanto netto il giudizio sulle affermazioni dei tecnici che avevano difeso la scelta delle società partecipanti al project di utilizzare vecchie relazioni relative ad altri tipi di interventi: affermazioni che l’ordine dei geologi ritiene palesemente sbagliate e inopportune.
Senza contare la posizione del professionista redattore delle relazioni utilizzate senza il suo consenso che secondo il parere dell’Ordine potrebbe agire a tutela del diritto di autore.
Insomma, un bel pasticcio, un progetto nato male, confuso, incompleto che la Regione Marche ha bocciato.
Ricordiamo, infatti, che il progetto non è stato ammesso al finanziamento per carenze che non rispettano il requisito della cantierabilità previsto dal bando.
Circostanze tutte che i consiglieri di minoranza avevano ben evidenziato nel corso del consiglio comunale del 30 marzo e che si sono rivelate la causa del fallimento della procedura. Circostanze che potrebbero condurre anche a contenziosi tra il geologo redattore delle relazioni utilizzate senza autorizzazione e le società del project, tra cui gli Ircer che dovrebbero dedicarsi all’attività di assistenza e alla gestione del proprio patrimonio immobiliare piuttosto che partecipare a progetti alquanto lontani dalle finalità dell’ente.
Mentre altri comuni hanno ottenuto i finanziamenti richiesti (fra tutti il Comune di Potenza Picena e quello di Montecassiano) Recanati non è riuscita nell’intento. Di chi la colpa? Nonostante la maggioranza abbia sempre sostenuto il recupero dell’edificio la stessa non è riuscita in tutti questi anni, dal 2009 ad oggi, a presentare una proposta concreta e fattibile e si è trovata ad approvare in fretta e furia, per rientrare nei termini del bando, in un consiglio comunale convocato d’urgenza, un progetto predisposto da privati che non ha superato il vaglio delle competenti autorità proprio sul punto della immediata realizzabilità e della completezza degli elaborati tecnici.
La sconfitta di un metodo di fare amministrazione che non condividiamo e che non aiuta la città a rinnovarsi e a migliorarsi.
I Consiglieri Comunali
Antonio Baleani
Sabrina Bertini
Franca Galgano
Simone Giaconi
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