Proprio così, una casa di nessuno, pensieri che mi fanno rivivere il periodo dell’infanzia, quando negli anni ’50 c’erano molte abitazioni di cui noi bambini avevamo paura solo ad avvicinarsi come la famosa casa detta “de Chiappì” dove un vecchio fabbro burbero aveva la sua bottega fuori Porta Marina che noi da bambini a gruppi andavamo davanti la sua bottega per canzonarlo, oppure l’altra famosa casa de Melella detta “delle anime” di Porta Cerasa che era collocata dove ora sorge la scalinata dei giardini pubblici.
Lo stabile di cui ci occupiamo preferiamo chiamarlo la “casa di nessuno”, apparentemente senza proprietario, abbandonata dove il degrado fa da quinta ad uno degli ingressi principali che i turisti per recarsi a casa Leopardi si trovano in bella vista a Porta Nuova o provenendo da via Roma.
Recentemente è comparsa la notizia che privati cittadini recanatesi proprietari di uno stabile situato nel quartiere del centro storico di Castelnuovo in seguito di ordinanza hanno dovuto transennare lo stabile a causa dell’avanzato degrado. Un edificio che il proprietario da anni aveva chiesto di ristrutturare per convertirlo in casa di riposo, di cui tempo fa ho potuto vedere anche il progetto.
Molto spontaneamente ci poniamo una domanda; se per esempio il progetto fosse stato presentato da un potente magnate della sanità privata marchigiana come De Benedetti Quale sarebbe stata la risposta? Lascio a voi la risposta.
Fermo restando che questo argomento meriterebbe un serio approfondimento, il nostro scopo e quello di occuparci degli stabili del centro storico che potrebbero presentare delle criticità sul piano della sicurezza, problema sul quale a nostro parere occorrerebbe fare un checke-up di carattere generale, anche a seguito degli eventi tellurici in corso e in considerazione del fatto che per varie cause da tempo il centro storico viene sempre più abbandonato.
Ad esempio, entrando da Porta Nuova, l’ultima casa a sinistra davanti l’ex palazzo Antici al numero civico 3 di p.le Monaldo Leopardi, vi è la presenza di uno stabile ridotto in pessime condizioni che rompe l’armonia del luogo, anziché essere transennato sono stati apposti cartelloni turistici e bancali di legno con fiori e strofe di poesie Leopardiane che inducono i turisti ad avvicinarsi per leggerle e recentemente sono stati aggiunti due posti auto adiacenti allo stesso.
Si tratta di una casa a tre piani che a nord confina nel famoso tratto di strada di via Antici nella piazzetta adiacente alle antiche stalle, zona di sosta preferita dai turisti anche per le due panchine presenti, piccolo e unico tratto divenuto recentemente isola pedonale che l’amministrazione comunale ha incatenato in modo definitivo, costringendo i turisti a passare e sostare adiacente il perimetro della “casa di nessuno” senza valutare attentamente il rischio presente.
Recentemente all’ex palazzo Antici sono state eseguite necessarie operazioni di messa in sicurezza in tutto il suo perimetro dal tetto agli infissi che presentava forti criticità; rimane invece orfana la casa al civico 3 che risulta ancora abbandonata, sulla cui situazione l’interrogativo è d’obbligo; l’edificio è ancora nella dotazione o gestione del comune, oppure no?
Lo stabile al civico 3 di P.le Monaldo Leopardi per molti anni è stato sempre nella disponibilità del Comune che ha dato in uso a famiglie bisognose o singoli individui anche extra-comunitari. Nell’attuale situazione rimane però l’incognita di chi sono eventuali responsabilità?
Gli abitanti del luogo a tarda sera notano entrare delle persone e di notte passando nelle immediate vicinanze spesso si vedono luci e si odono rumori come se qualcuno ci abitasse; mentre l’esterno è occupato dai poveri piccioni che hanno costruito i loro nidi tra gli infissi divelti e lacerati, che cadono a pezzi.
Lo stabile visibilmente degradato e semi abbandonato con la porta aperta, brutto e in pessime condizioni sembrerebbe di dubbia abitabilità, considerato lo stato di abbandono per ragioni di sicurezza dovrebbe essere transennato e la porta chiusa con catennaccio.
Lo stesso principio dell’ordinanza di messa in sicurezza dovrebbe essere applicata in altri stabili abbandonati, come all’ex convento delle Clarisse di Castelnuovo che sta franando e il cortile adiacente Porta S. Filippo con entrata da via Battisti dove ancora vi è apposta una vecchia ordinanza.
L’istituzione ha il compito di vigilare, e far rispettare a tutti leggi e regolamenti, obbligando i proprietari alla messa in sicurezza degli stabili che presentano evidenti criticità sul piano della sicurezza.
Recanati 30-08-2016
Antonio Baleani
Consigliere Comunale “Obiettivo Recanati”
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