La legge del ministro Madia cancella tre camere di commercio nella regione Marche.

Il riordino previsto dalla riforma della Pubblica Amministrazione dal ministro Marianna Madia prevede una novità significativa che riguarda l’entità dei diritti annuali a carico delle imprese, ossia i contributi versati per convalidare periodicamente la propria iscrizione alle Camere di Commercio. Ebbene la nuova normativa prevede dei tagli molto significativi che, tra l’altro, sono partiti già dal 2015 con una decurtazione del 35%. Quest’anno saranno del 40% e nel 2017 del 50%, a regime il sistema camerale introiterà meno 400 milioni. Quindi a regime il numero complessivo delle Camere di Commercio scenderà dalle attuali 105 sedi a 60 grazie ad una serie di accorpamenti locali. Un capitolo caldo e controverso è, appunto, costituito dalla riunificazione delle attuali Camere di Commerciale con una razionalizzazione conseguente dei posti di lavoro. Al momento i dipendenti di tutto il sistema camerale sono circa 7 mila a cui si aggiungono i 3 mila di alcune aziende controllate. Con il decreto ci sarà quindi una ricaduta occupazionale, una possibile riduzione dell’organico del 15%. Il tema è stato affrontato questo pomeriggio al ristorante Anton, su iniziativa della CNA Provinciale di Macerata, con il contributo di Fidimpresa Marche, Form.Art. Marche, Carifermo,Unipol e Cast, hanno organizzato la 17esima edizione del Veglione degli Artigiani. “Il convegno è stato l’occasione, dice il Presidente Provinciale di CNA Macerata Giorgio Ligliani, per approfondire i contenuti del decreto relativo alla riforma del sistema camerale annunciato dal Ministro Marianna Madia. “La Cna rappresenta, ha detto Ligliani, le imprese che nelle Marche per il 96 – 98% sono piccole, piccolissime e medie e le camere di Commercio sono l’unico posto che ci permette in questo momento di avere un rapporto con l’internazionalizzazione grazie ai servizi che riescono ad offrire.  Non ci sono grosse realtà industriali per cui possiamo fare a meno di strutture che ci aiutino a governare le nostre piccole imprese e quindi abbiamo bisogno delle Camere di Commercio. Io sono un neo presidente e ho vissuto le Camere di Commercio forse non sono state sempre viste in maniera giusta. Una razionalizzazione è indispensabile e necessaria ma diverso è il discorso di eliminare quelle caratteristiche che hanno le Camere di Commercio sul territorio e bisogna pensarci bene. Non bisogna fare la classica demagogia e populismo e dire che non servono perché per le nostre imprese è importante che ci siano e che funzionino bene. Ho trovato la legge Madia molto interessante perchè stimola una migliore organizzazione ma non bisogna eliminare le Camere di Commercio perché così ti levano l’internazionalizzazione, quelle funzioni che sono indispensabili per le dimensioni dell’impresa. Che facciamo torniamo alle corporazioni dove il grosso gestisce tutto e ha rapporti con la politica? Noi come imprese non siamo stati chiamati per capire che cosa bisogna fare, credo che bisogna ragionare meglio e l’incontro di oggi serve per questo. Se lei guarda bene i conti le piccole imprese risparmiano pochissimo, si parla di 50/60 euro all’anno. Chi risparmia tanto sono gli industriali che, però, guarda caso, hanno un rapporto privilegiato con la politica. Siamo disponibili a ragionare ma a espropriarle di quei servizi e caratteristiche che sono indispensabili per l’economia marchigiana che oggi è retta dalla micro, mini e medio impresa. La sensazione di chi vive l’impresa è chiara: diciamo che c’è bisogno di un po’ di ottimismo, non possiamo demoralizzarci però non ci devono levare quegli strumenti per noi indispensabili per cercare di migliorare la situazione perché levando le camere di Commercio o riducendole sicuramente non miglioriamo la situazione. Come fare per cercare di rilanciare l’economia siamo disponibili a ragionare. Oggi nelle Marche ci sono 5 Camere di Commercio: la nostra proposta, che era andata bene alle imprese, era di ridurle a 2: una Marche Nord e una Marche Sud. Noi non facciamo un discorso di poltrone, vogliamo solo che le Camere di Commercio servano, sicuramente una sola non serve, ossia bisogna ragionare con chi oggi gestisce la politica per far capire loro le nostre idee. Non vorremmo che le decisioni ci calino dall’alto, vogliamo ragionare con chi oggi è il nostro referente politico senza imposizioni. Io faccio parte del consiglio camerale di Macerata e ho visto come funziona, i conti sono a posto, è sempre impegnata sul territorio in tutto, dallo Sferisterio al Lauro Rossi, al Quadrilatero.”       

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