la lettera nascosta

Recanati. Una lettera firmata dall’ambasciata olandese sulla mostra del dipinto del Van Gogh è stata tenuta inspiegabilmente nascosta dal Comune e dal direttore del Museo di Villa Colloredo Mels. L’ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi, Alphonsus Stoelinga, aveva già scritto una prima lettera al Comune di Recanati e al direttore del Museo, Antonio Perticarini,  con la quale aveva diffidato i curatori dell’iniziativa dell’esposizione del Fienile protestante attribuibile al pittore olandese, a  cancellare dal catalogo ogni riferimento ad una presunta collaborazione sia dell’Ambasciata stessa che di altri autorevoli istituti olandesi in Italia e ad Amsterdam. Ma esiste una seconda lettera inviata il 31 luglio scorso nel pieno dello svolgimento della mostra, nella quale  l’Ambasciatore si limita ad alcune precisazioni doverose nel rispetto dei rapporti istituzionali con gli enti recanatesi ma non arretra di un passo nel giudizio sul comportamento dei curatori della iniziativa. La cosa curiosa però è che questa seconda lettera, indirizzata all’assessore alla cultura  Andrea Marinelli, al sindaco Fiordomo e ad Antonio Perticarini, direttore del museo recanatese, è stata tenuta dai tre destinatari, gelosamente nascosta, pur avendo l’Ambasciatore espresso il desidero che fosse resa pubblica. Perché? Il rappresentante del governo olandese scrive: “In seguito alla nostra piacevole conversazione telefonica di poco fa, (con l’assessore Marinelli ndr),  Le assicuro ancora una volta, che la mia lettera del 23 luglio a proposito dell’esposizione del quadro cosiddetto ‘Fienile protestante’ non voleva assolutamente colpire il Comune e/o il Museo Civico di Recanati.

Essa voleva soltanto sottolineare che la mia ambasciata e diverse altre istituzioni olandesi sono state assolutamente estranee alla realizzazione di essa, diversamente da quanto viene suggerito nel catalogo (e più ancora dai curatori durante la presentazione del 7 luglio), dove si parla di una ‘partecipazione’ dell’Ambasciata dei Paesi Bassi, del Consolato Generale olandese di Firenze, del l’istituto di Storia dell’Arte olandese di Firenze e del Museo Van Gogh di Amsterdam. Prendo atto del fatto che il catalogo non è stato né curato né redatto da voi e che quindi non siete voi, ma soltanto i curatori stessi, responsabili per tali falsità. Ovviamente La autorizzo a rendere pubblica questa mia precisazione.” La lettera invece è rimasta nel cassetto. Ma perché il Comune e il direttore del Museo non hanno ritenuto di renderla nota, preferendo in qualche misura di snobbare la richiesta dell’Ambasciata? Sorgono spontanei, inoltre altri interrogativi: come mai il Museo e il Comune di fronte ad una così autorevole e clamorosa presa di distanza dai curatori della mostra non hanno fatto altrettanto? Perché invece di sospendere la mostra l’hanno prolungata di una settimana? Una brutta storia che si spera non si ripeta più per il futuro.


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