Recanati.
Non è rimasto in piedi nulla di quello che c’era all’interno della scuola Beniamino Gigli, chiusa dal 2009 perché considerata inagibile e da allora vittima di scorribande continue di vandali. Lo denuncia il capogruppo del Pd, Mirco Scorcelli, che riferisce come negli ampi locali della scuola “sono entrati i vandali, che hanno causato danni per cifre elevate rompendo ogni cosa, dalle porte ai bagni alle finestre e imbrattando tutti i muri.” Come siano entrati non si sà, si sa solo che diverse sono state le segnalazioni sulla presenza all’interno di estranei che avevano preso la scuola come luogo per i loro bivacchi, provocando danni per diverse centinaia di migliaia di euro. Ora la Gigli è riparabile? “In un bilancio ingessato come il nostro, dice sconsolato Mirko Scorcelli, difficilmente possiamo trovare le risorse necessarie e credo proprio che l’Amministrazione per adesso non potrà minimamente pensare a ristrutturare la scuola per poterne garantire la riapertura e l’utilizzo come era prima.
Ad occhio e croce saranno necessari circa 1.700.000 euro, precisa Scorcelli, per la sua sistemazione dal punto di vista statico e se a questi andiamo a sommare quelli per la sua normale manutenzione con un minimo di impianti parliamo complessivamente di almeno 3 milioni. Non dimentichiamoci che parliamo di un edificio di circa 3 mila metri quadrati per circa 11 mila metri cubi. E’ impensabile anche oggi ipotizzare la costruzione ex novo di una scuola così: non basterebbe una spesa di oltre 5 milioni di euro.” Mirko Scorcelli ricorda che la scuola venne chiusa con una delibera dell’allora Giunta Corvatta su relazione verbale del dirigente dell’ufficio tecnico successivamente avvalorata dalle indagini di una ditta specializzata nel settore. “Potrebbe essere stato un errore chiuderla frettolosamente, si poteva aspettare ma è chiaro che non è facile parlare dopo. Allora, spiega ancora Scorcelli, c’era un allarmismo generale e la paura dei genitori e dei docenti stessi che avevano sentito degli strani rumori e vista la stiratura che si era formata su una parete. Appena ci siamo insediati nel 2009 abbiamo ritenuto necessario fare una nuova verifica per stabilire l’effettiva pericolosità dell’edificio. E’ venuto fuori che i movimenti dell’edificio scolastico dal 2009 al 2010 s
ono stati inesistenti, quindi non si muoveva. Ma ciò non è stato sufficiente per pensare di riaprire la scuola. Se andiamo a fare una verifica sismica con le leggi di oggi agli edifici costruiti prima di allora, spiega ancora Scorcelli, nessun edificio si salva a partire dall’ospedale, le scuole e tutto il resto, nessuno avrebbe l’agibilità. E non dimentichiamoci che quella era una scuola dove già si era intervenuti più volte: nel 1999 il sindaco Ottaviani la chiuse per un periodo per lavori e furono spesi più di 500 milioni, poi nel 2000 altri 500 e infine nel 2001 altri 250 e nessuno aveva mai rilevato problemi di stabilità. “