Le bellezze nascoste del Palazzo Comunale

Un palazzo comunale come mai è stato visto se non dai suoi iniziali progettisti: l’ing. Pietro Collina, che diede inizio ai lavori della sua costruzione nel 1872 (inaugurato nel 1898 in occasione della celebrazione del 1° centenario della nascita di Giacomo Leopardi) e l’architetto Gaetano Koch a cui si deve la grandiosa Aula Magna. La visita guidata, che ieri il sindaco Fiordomo e l’architetto Maurizio Paduano, dirigente dell’ufficio tecnico comunale e coordinatore del pool di progettisti e ditte chiamate al capezzale dell’imponete palazzo comunale di Recanati, mortalmente ferito dal terremoto, in modo particolare dalla scossa del 30 ottobre di un anno fa, ha lasciato a bocca aperta stampa, consiglieri e assessori invitati a visitare il cantiere. “L’obiettivo, ha ribadito il sindaco, è riaprirlo per giugno 2018 e i lavori sono già in fase avanzata. Sino ad oggi abbiamo utilizzato i 3 milioni di euro che siamo riusciti ad avere dalla polizza assicurativa sottoscritta a suo tempo. Abbiamo ora appreso, e immaginate con quanta contentezza, dell’ulteriore finanziamento concesso a Recanati dal Governo nel secondo piano delle Opere Pubbliche di ricostruzione post terremoto. Ciò ci permetterà nei prossimi anni di intervenire in maniera ancora più forte e specifica”. Quindi, come un novello Cicerone, l’architetto Paduano ha spiegato come si sta intervenendo. “Certo oggi, ha detto spalancando le porte di quella che era l’Aula Magna inaugurata da Carducci, fa un po’ impressione vederla così. Però ci permette di scoprire meglio gli elementi architettonici e alcuni particolari strutturali che prima non erano noti. E’ da notare la bellezza del sistema ad archi che la sorregge: sono le stesse arcate del portico ma che noi ora vediamo dall’alto. Sono volte a crociera molto belle sulle quali stiamo facendo interventi non invasivi e reversibili con fasce in acciaio che vengono poste nei punti in cui la volta lavora e forza. Una volta fatto questo, sarà rifatto il solaio. Prevediamo anche il restauro del soffitto: la struttura è in legno ma tutti gli elementi decorativi sono di stucco e possono facilmente staccarsi. Con il secondo intervento andremo a metterli in sicurezza con degli ancoraggi”. Un lavoro complesso eseguito sulla base delle indicazioni dei tecnici della protezione civile: un unico progetto di messa in sicurezza realizzato in più stralci mano mano che giungevano le risorse. “L’intervento che stiamo portando avanti adesso, ha continuato a spiegare Paduano, è quello più corposo perché si andrà a mettere in sicurezza tutto il porticato, dalla sala del sindaco sino alla ragioneria per tutta la lunghezza del palazzo: le volte saranno svuotate e quindi rinforzate con le fasce”.  Un lavoro di fasce e catene realizzato al terzo piano, sul tetto e sul piano meno uno. Non saranno certamente trascurate neanche le altre sale, come quella del Consiglio dove i danni si sono registrati soprattutto nelle parti decorative.

 

 

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