le proposte in Regione dell’UdC per le liste d’attesa, la diagnostica, le visite ambulatoriali e gli interventi di chirurgia programmata

Su una questione fondamentale, la sanità pubblica, in Italia e nelle Marche, non riesce a dare una risposta importante: le liste d’attesa, la diagnostica, le visite ambulatoriali, interventi di chirurgia programmata.

         Il Piano Socio-sanitario deve per questo dare indicazioni precise che possano almeno in parte alleviare questa annosa e pesante situazione.

         Il contributo del capogruppo in Consiglio regionale Luca Marconi è per la massima valorizzazione degli Ospedali di Comunità e delle Case della salute unitamente al rafforzamento della rete socio-sanitarie nell’aree interne.

         Nello specifico il capogruppo UdC propone i seguenti emendamenti:

  • Il massimo utilizzo delle strutture esistenti, in particolare degli ospedali di comunità, e immobili dismessi da precedenti servizi anche con convenzioni con il privato, per l’erogazione di servizi già esistenti o di nuovi sia per acuti che per la post-acuzia, riabilitazione, diagnostica. In particolare, creando presso gli Ospedali di Comunità una rete di emergenza con Punti di Intervento dotati di personale proprio;
  • Un nuovo accordo con i Medici di Medicina Generale per raggiungere l’obiettivo, se del caso, di una corsia privilegiata nel ricovero per le prestazioni Lea di competenza della struttura e nell’uso della diagnostica ritenuta necessaria al fine di alleggerire le liste di attesa ed evitare all’utente il “pellegrinaggio sanitario” alla ricerca di struttura e personale competente;
  • La concentrazione degli ambulatori di Medici di Medicina Generale e, quindi, di compresenza del personale medico in modo che l’utente possa sempre avere un referente certo per i suoi problemi di salute dalle 8 del mattino alle 20 di sera e dal lunedì al venerdì”;
  • Infine, sempre con legge, le Aree interne devono essere garantite e favorite nell’erogazione dei servizi con criteri e parametri numerici in deroga rispetto al resto della Regione, soprattutto per quanto attiene al rapporto servizi-popolazione e le distanze delle strutture socio-sanitarie fra loro

            Ancona, lì 22 agosto2019

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