Le spoglie di Gigli a Roma? Non è solo una provocazione del nipote Beniamino Gigli junior…

Le spoglie mortali di Gigli potrebbero essere spostate a Roma? La notizia choc è serpeggiata nei giorni scorsi in città come ventilata minaccia lanciata da un discendente del tenore stanco di vedersi umiliato dal silenzio che regna a Palazzo sulle sorti della tomba del tenore di proprietà del Comune. La battuta, perché di questo per ora si tratta, accolta dalla stessa associazione gigliana di Recanati più come una provocazione che un reale intento, sarebbe frutto di un attimo di sconforto di Beniamino Gigli junior, nipote del tenore che vive a Roma e che ha promesso da tempo di devolvere la somma di 5.000 euro quale contributo personale per il restauro della tomba posta nel civico cimitero.src=http://www.radioerre.net/notizie/images/stories/articoli/monumenti/tomba Le cose staranno pure così ma è il sintomo chiaro dello stato d’animo che vive il rappresentante della famiglia Gigli, esasperato dalle troppe lungaggini e dalle promesse finora non mantenute. Una proposta dirompente che un  effetto comunque l’ha ottenuto, quello di mettere in guardia il sindaco Fiordomo che si sarebbe precipitato a telefonare al nipote del tenore per ragguagliarlo sulle intenzioni dell’amministrazione di procedere al restauro della tomba in tempi brevi con una spesa preventiva di circa 100 mila euro. Pierluca Trucchia, presidente dell’associazione Gigli di Recanati,  dice che il progetto c’è e che il restauro, anche con il recupero dei dipinti progettati dal Biagetti, contenuti all’interno del mausoleo, si potrebbe fare con una spesa più modesta. A tal fine, come associazione, afferma Trucchia, “abbiamo chiesto il permesso di presentare un progetto esecutivo da realizzare a nostre spese nel marzo di due anni fa, ma non abbiamo avuto alcuna risposta.” Nei progetti nuovi, inoltre, è stato inserito il recupero della tomba anche con il bonus art, una specie di sottoscrizione da parte di mecenati privati. Trucchia conferma l’ipotesi ventilata da parte di Beniamino Gigli junior di rivendicare le spoglie dello zio per dargli una degna sepoltura nella capitale: “Sarebbe uno smacco per tutta la città”. Ma per ora l’ipotesi va letta come uno sprone, una sollecitazione a risolvere un problema urgente perché la tomba continua a degradarsi giorno dopo giorno. “Naturalmente noi come associazione ci opporremmo strenuamente, sino ad incatenarci lì davanti. Non penso che succederà mai una cosa del genere. E' solamente una minaccia nel tentativo di smuovere le acque. Non vorrei, comunque, che il teatro dell’Opera di Roma, dove un tempo, grazie a Gigli, l'orchestrali hanno continuato ad avere lo stipendio, volesse fare un piccolo mausoleo dedicato a lui visto anche che la piazza è già stata intitolata a Gigli. L'assessore competente sa di questa volontà di Beniamino Gigli junior e non possiamo aspettare altri anni e poi la tomba magari crolla davvero.”  

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