La categoria dei deboli presente nel mondo occidentale si sta ingrossando causa lo svuotamento della classe media che sta subendo un veloce processo di proletarizzazione.
Donde una vistosa accentuazione della forbice tra ricchi e poveri.
E’ di tutta evidenza l’affanno della sinistra, non solo italiana,nata e votata alla difesa dei deboli, nell’individuazione di strategie praticabili che ne possono legittimare il ruolo.
Ingeneroso e sbagliato, però, parlare di incapacità ed a maggior ragione di tradimento.
Soprattutto sbagliato perché disperde le forze ed indebolisce lo sforzo necessario alla ricerca di soluzioni adeguate alla realtà in atto.
Una realtà caratterizzata da numerosi fattori totalmente inediti e di portata epocale le cui conseguenze sono in buona parte imprevedibili,ma,credo,non troppo piacevoli per le masse.
Molti ritengono,ed io condivido tale opinione, che si tratti di effetti derivanti dalla globalizzazione gestita esclusivamente in termini economici, senza nessun filtro politico.
Tale impostazione è naturale che punti molto sulle innovazioni tecniche a spese del lavoro umano sicuramente più costoso, con la conseguente continua precarizzazione dello stesso, che riceve, poi, un ulteriore colpo dall’aumento costante della popolazione mondiale, che comporta incremento della domanda di lavoro e contrazione dei livelli retributivi.
Le singole forze politiche che hanno un elettorato popolare, ma anche le singole Nazioni che non siano prime potenze, penso che alla fine siano destinate a soccombere se scelgono la marcia solitaria e lo scontro, anziché il dialogo e l’unione delle forze.
Troppo potente l’avversario da condizionare.
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