I fotografi hanno scattato troppe foto durante la visita del Presidente della Repubblica, le televisioni hanno ripreso troppe volte il sindaco della città accanto a Giorgio Napolitano, avrebbero dovuto incontrarsi in segreto, lontani dalle telecamere, chissà, magari nelle stalle di palazzo Leopardi. E poi i rappresentanti della Provincia e della Regione presenti pe
r salutare Napolitano, perchè mai, avrebbero potuto scambiarsi degli sms…
E sì, l’ultima denuncia dei Marangoni’s boys è di quelle che fanno indignare davvero il popolo e gridare allo scandalo.
Ma forse questi signori ignorano il fatto che il Qurinale ha un suo rigido protocollo al quale le istituzioni locali devono attenersi scrupolosamente, così come ignorano che una visita privata del Presidente della Repubblica contempla comunque il caldo benvenuto delle Istituzioni e dei cittadini, è una questione di rispetto istituzionale, di garbo, di protocollo, ma forse chi discende dai celti avrà una cultura e una sensibilità diversa dalla nostra, una specie di sotto cultura che porta questi signori a definire “sindachino” il primo cittadino della città.
Poi la malafede dei nuovi moralizzatori porta perfino a pensare ai regimi totalitari che sfruttano e manipolano i bambini delle scuole, ma ignorano però, che quegli stessi bambini, poco tempo fa sono stati ricevuti al Quirinale e premiati dallo stesso Napolitano.
Che tristezza, ma del resto queste persone ci hanno mostrato più volte il loro modo di fare politica, dalla camera mortuaria allestita nella loro sede alla crostata mostrata in consiglio regionale, dalla denuncia del finto scempio a Villa Colloredo alla carta lanciata in consiglio comunale, dalle cravatte verdi orgogliosamente indossate alle t-shirt con gli indiani, quest’ultime passate di moda dopo l’esplusione dal partito.
Chi si diverte così tanto a giochicchiare con la politica cittadina guadagna in un mese quello che un assessore comunale percepisce in sei mesi, spende per il suo staff quanto l’indennità annuale del sindaco.
Non sarà arrivato il momento che le lezioni di morale e le finte denunce le tenga per lui? Lui che è stato espulso dal suo partito e anzichè dimettersi e lasciare la poltrona di consigliere regionale al primo dei non eletti della Lega Nord ha fondato un suo gruppo, si è inventato un nome, ha disegnato un simbolino e voilà, poltrona ben salda sotto il sedere. Chiaramente, avendo fondato un nuovo gruppo, costa ancora di più alla comunità…
E come spende la sua generosa indennità? Manifesti giganti per denunciare i finti sprechi dell’amministrazione comunale, una comunicazione talmente superficiale e rozza da far invidia ad un bambino di dieci anni. Numeri sparati a caso, slogan privi di ogni fondamento, ma l’importante non è informare, l’importante è spararla grossa, più grossa possibile. Far scalpore, convincere qualche cittadino distratto o disinformato per accaparrarsi due voti è l’unico obbiettivo. Bel modo di fare politica.
Partito Democratico Recanati
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