
Recanati. Simone Giaconi, consigliere della lista civica “Per Recanati”, si dice pronto a condurre una vera e propria campagna di protesta contro l’eccessivo ricorso alle sagre paesane che costituiscono, afferma, “una concorrenza sleale nei confronti di chi, come pizzerie e ristoranti, investono, hanno controlli dell’ufficio igiene e dell’ispettorato del lavoro, hanno personale dipendente e che assumono dei giovani anche per lavori stagionali.” Giaconi se la prende con l’amministrazione comunale che favorisce queste feste in piazza mentre dovrebbe sapere, aggiunge, “che molte regioni e associazioni di categoria stanno promuovendo proposte di legge parlamentari per ridurre al minimo le sagre. Al riguardo molti enti pubblici si sono impegnati nel non promuovere queste sagre per non penalizzare ristoranti, pub e bar già fortemente provati dalla crisi economica.
Naturalmente le associazioni private possono fare quello che vogliono nel rispetto delle leggi ma è scandaloso che in un periodo di crisi, in cui per le strutture ricettive ci si è messa anche la tassa di soggiorno, si sia aumentata quella sui rifiuti del doppio, se non addirittura di tre volte, gli si creino difficoltà allestendo in piazza dei baldacchini che non sottostanno a tutti quelli controlli di legge che le attività commerciali sono obbligate,
invece, a rispettare. Per quanto mi riguarda produrrò una interrogazione in Comune perché il problema sia sollevato ed invierò una lettera alle associazioni di categoria per esprimere tutta la mia solidarietà.” Il problema trova sensibili gli operatori della ristorazione. Mauro Mengoni, titolare della Osteria di via Leopardi e presidente dell’associazione albergatori di Recanati, è il più arrabbiato perché, dice, “le sagre alimentano un’idea distorta della ristorazione in quanto con quattro soldi e con un’attrezzatura minima si mette in piedi un’attività che a noi costa un patrimonio in fatto di investimenti e un mucchio di incombenze burocratiche”. Antonietta Menghini del centralissimo ristorante “La Torre Antica” non trova giusto che nei confronti di chi prepara e somministra alimenti nelle sagre si chiuda un occhio mentre “a noi ci stanno con il fucile puntato addosso e guai se sgarri perché scattano multe salate. Aggiungici poi che la sera, quando inizia il clou della nostra attività, scatta l’isola pedonale che fa scappare via i pochi clienti.” Carlo Massaccesi, che insieme alla moglie gestisce lo storico ristorante “Emilio”, dietro al teatro Persiani, parla senza mezzi termini di concorrenza sleale perché, dice, “queste festicciole culinarie tolgono clientela a chi fa questo lavoro per mestiere.”
Claudio Massaccesi dell’Hotel Ginestra sposta, invece, il tiro sulla movida notturna che si scatena dopo una certa ora, quando in giro non circola più una pattuglia della Polizia municipale. “Girono sino all’alba ubriachi, maleducati di ogni genere che finiscono per provocare, il più delle volte, danni al patrimonio pubblico e privato.”