LO SCONTRO SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE

  In  quello  che  oggi  è  il  Regno  Unito  di  Gran  Bretagna  e  Irlanda  del  Nord, che  comunemente  chiamiamo  Inghilterra, è  nata  in  secoli  addietro  la  democrazia  parlamentare  di  tipo  occidentale.

E’  un  Parlamento  di  tipo  bicamerale, la  Camera  dei  LORDS  e  la  Camera  dei  COMUNI:  la  prima  costituita  da  esponenti  della  Chiesa  d’Inghilterra  e  da  Pari  del  Regno,non  è  eletta  dal  popolo, mentre  lo  è  totalmente  la  seconda, che è  il  vero  centro  del  potere  politico  e  legislativo  con  le  conseguenti  forti  limitazioni  dei  poteri  della  prima.

I  componenti  il  Governo  provengono  dai  ranghi  delle  Camere.

Nessuno  ha  mai  potuto  parlare  di  dittatura  o  limitazioni  al  sistema  democratico  per  il  fatto  della  totale  differenza  tra  le  due  Camere, sia  in  termini  di  competenze  che  di  formazione.

In  Italia  la  Costituzione   ha  introdotto  il  bicameralismo   perfetto  per  le  particolari  condizioni  politiche  che  caratterizzavano  il  Paese  del  tempo, cioè  l’immediato  periodo  postbellico.

Oggi  il  quadro  politico  è  radicalmente  cambiato  e  non  c’è  più  ragione  per  mantenere  in  vita  un  sistema  che  diluisce  a  dismisura  i  poteri  politici  penalizzando  la  funzionalità  del  sistema, sottoposto  ad  eccessivi  compromessi  per  essere  operativo  e  nel  quale, come  è  logico,  prevalgono  le  spinte  particolari  e  corporative, mai  riducibili  a  giusta  ed  obiettiva  sintesi  che, sola, garantisce  una  governabilità  accettabile.

A  tal  proposito  basterebbe  pensare  alla  dinamica  storica  del  debito  pubblico  che  ci  sta  letteralmente  soffocando.

La  riforma, sulla  quale  ci  stiamo  scannando  come  fosse  la  sola  questione  all’ o.d.g.  che, invece, ha  ben  altri  problemi,vedi  quello  economico,come  credo  pensi  ogni  persona  di  buon  senso, non  ha  tutta  quella  forza  sconvolgente  che  tanti  ci  vedono.

Ciò  detto, però, non  esito  a  concordare  che  l’unica  Camera  veramente  legislativa  debba  essere  TOTALMENTE  eletta  dal  popolo e  non  alterata  da  un  premio  di  maggioranza  troppo  consistente, perché  una  minoranza  seppur  corposa  non  mi  pare  giusto  possa  dettar  legge  a  tutto  il  Paese, anche  se  occorra  tener  conto  del  fenomeno  poco  commendevole  dell’astensionismo.

Il  confronto, con  contrapposizioni  esasperate,considerando  che  dovremmo  fronteggiare  problemi  molto  più  gravi  che  stanno  buttando  sulla  strada  milioni  di  famiglie,ha  preso  una  piega  impropria, secondo  me  per  il  motivo  che  Renzi, commettendo  un  enorme  errore  politico, ha  legato  la  sopravvivenza  del  suo  Governo  all’esito  del  referendum, invitando  in  tal  modo  a  nozze  tanta  opposizione  interna  ed  esterna.

L’insistenza  su  questo  taglio,che  pare  almeno  a  parole  si  stia  giustamente  ridimensionando, poteva  anche  far  nutrire  il  sospetto  che  si  cercasse  una  motivazione  forte  per  ritirarsi  e  passare  la  mano  nella  gestione  della  cosa  pubblica,sempre  più  maledettamente  difficile  e  che  solo  qualche  sognatore,velleitario  ed  impreparato, può  giudicare  di  agevole  soluzione, senza  rendersi  conto  del  caos  nel  quale  andrebbe  ad  infilarsi.

Gianni  Bonfili.

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