Erano più di mille le persone che silenziosamente oggi pomeriggio, con una fiaccola accesa in mano, si sono prima raccolte nel piazzale antistante l’ospedale e poi hanno sfilato lungo le strette vie del centro storico di Recanati per gridare forte la loro preoccupazione per la chiusura entro l’anno del Punto di Primo Intervento del Santa Lucia, quell’ospedale che i più anziani ricordavano è stato costruito grazie al lascito dei loro benefattori. Hanno marciato bambini e anziani, uomini e donne, volti noti della politica locale come l’assessore Nino Taddei e alcuni consiglieri di minoranza (Ortolani, dei 5 stelle, Paoletti della lista civica Per una Recanati migliore, Sabrina bertini di "In Comune"), Antonio Baleani di Obiettivo Recanati e di quella provinciale ad iniziare dai sindaci di Potenza Picena, Francesco Acquaroli, e quello di Cingoli, Filippo Saltamartini. Mescolati tra la folla, oltre al consigliere regionale Elena leonardi di Fratelli d'Italia, anche il parroco di Villa Teresa, Don Rino Ramaccioni che negli anni passati aveva dato vita ad un corteo simile per salvare, purtroppo senza successo, il vecchio giardino del suo quartiere sacrificato per un supermercato. Presenti anche alcuni rappresentanti di diversi comitati di altri Comuni che con Recanati condividono il triste destino di dire addio ai loro vecchi Punti di emergenza. In testa al lungo serpentone di persone striscioni tenuti in alto da alcuni giovani e con loro anche Vanni Leopardi che sin dall’inizio ha aderito con entusiasmo al comitato e alla voglia di lottare per l’ospedale. Hanno marciato in silenzio raggiungendo in pochi minuti la piazza dove ad attenderli c’erano i rappresentanti dell’Amministrazione comunale, dal sindaco Fiordomo agli assessori che hanno preferito non essere fra la folla dei partecipanti al corteo. Atteggiamento che è stato notato dalla folla tanto che quando il sindaco ha tentato di prendere la parola si sono levati urla, insulti e bordate di fischi che l’hanno più volte interrotto sommergendo i suoi tentativi di spiegare che il primo cittadino per la sanità ha le mani legate prima dalla Regione e poi dal Governo. Vicino a lui anche il sindaco di Loreto Niccoletti. Momenti di tensione si sono registrati quando dalla folla si è staccato un vecchio dipendente dell’ospedale che ha incominciato ad inveire contro i due sindaci e a chiedere fatti e non chiacchiere. Inutile in quel clima continuare. Ora la parola passa alle istituzioni: per sabato mattina è stata convocata sul tema un’apposita seduta di consiglio. Valentino Morotti, portavoce del comitato recanatese pro ospedale, ha letto la proposta di risoluzione che dovrebbe essere votata all’unanimità dal Consiglio senza tanti distinguo o furbizie. La città si schieri per un no netto contro la chiusura di quello che la gente chiama ancora Pronto Soccorso.
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