Luciana, lettera ad un amico

CARO AMICO, TI SCRIVO…

Un’onda d’urto la notizia della tua morte, caro Gabor. Che scherzo mi hai fatto!
Ero al sole questa mattina di sabato e guardavo il mare, stesso mare…stessa spiaggia dove ci trovavamo a chiacchierare di tutto. Quel mare che tu amavi e criticavi al tempo stesso…io da Amneris, tu da Annito.
Un caffè, un brindisi alla vita, il profumo di una panzanella alla buona, preparata velocemente da Lucia, tua moglie ed era estate.
Semplicità vera la tua, che non si poteva fare a meno di condividere.
Le tue battute sagaci, i tuoi giudizi schietti, spesso dissacratori erano le nostre liti. Poi un sorriso complice e ritornavamo a perderci in quel mare che oggi ho visto improvvisamente vuoto.
Ho voglia di dirtele ora queste cose, ora che non ci sei più, ma che ci resti accanto.
Resti qui, tra queste pagine che tante volte hai frequentato. Resti nelle onde della nostra radio che ha ascoltato e trasmesso i tuoi racconti, le tue critiche, le tue verità.
Ho voglia di seguire il tuo esempio di persona libera, sempre e nonostante tutto.
Caro amico ti scrivo, con la semplicità di cuore, come mi invitavi a fare tu.
–Tu sei brava a scontornare, fallo, perché lo sai fare bene! – mi dicevi e mi segnalavi curiosità ed argomenti da trattare.
A te, caro amico, il mio grazie, il mio pensiero e la promessa di imitarti, raccogliendo l’eredità che ci lasci.

Luciana Interlenghi

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