
Recanati. nota di Gianni Bonfili. Ogni giorno i mezzi di informazione riportano notizie di suicidi o di altri atti criminosi causati da motivi di natura economica,cioè dalle insuperabili difficoltà di resistere contro una crisi devastante come quella in atto.
Piccoli imprenditori,disoccupati,pensionati,che non sono più in grado di fronteggiare la situazione,sempre più numerosi ricorrono a misure estreme.
Magari saranno i più fragili,i meno preparati alle durezze della vita che,però,possono sempre presentarsi senza preavviso,ma certamente in questo c’è la responsabilità di certe lusinghe scriteriate proposte con forza da più parti anche in tempi vicini.
Bisogna avere l’onestà ed il coraggio di dichiarare che sono finiti i tempi delle vacche grasse,peraltro falsati da un dissennato ricorso generale al debito pubblico in fondo al quale c’è solo il dissesto,e che si deve imparare a misurarsi con nuove condizioni penalizzanti,fatto salvo,tuttavia,in termini perentori il principio della giustizia distributiva nelle rinunce.
E’assolutamente intollerabile che ci sia chi,soffocato dalle difficoltà economiche che non gli consentono di comprare il pane o di pagare l’affitto,si uccide o ruba e chi esporta capitali nei paradisi fiscali.
Da quanto precede emerge che compito della politica,di tutta la politica,è quello di concorrere ad uno sforzo comune,di sicuro molto gravoso, per far fronte a questo contesto,che ha caratteri di assoluta novità,in termini equilibrati e responsabili,avendo come punto di riferimento l’interesse dell’intera comunità nazionale,dal primo all’ultimo cittadino,e non quello di singole corporazioni o di particolari bacini elettorali.
Il momento che viviamo è eccezionale,paradossale non capirlo,e servono criteri di comportamento eccezionali,con il conseguente accantonamento o ridimensionamento,fino alla stabilizzazione del sistema,di quei criteri che costituiscono la tradizionale dialettica politica.
Ho la sensazione che a furia di scontri si corra il rischio di trovare tutti i contendenti morti sul campo di battaglia,unitamente al Paese.
Gianni Bonfili