
REGIONE MARCHE. NOTA DI ENZO MARANGONI. In merito alla discussione sul riordino delle province il Consigliere Regionale Enzo Marangoni ha presentato una sua proposta di deliberazione affinchè la Regione Marche rinunci ad avere province nel suo territorio. Ciò in relazione alla sua limitata dimensione territoriale e alla popolazione contenuta.
Da sempre favorevole all’abolizione di questi enti “inutili” che svolgono funzioni che possono essere ricondotte ai singoli assessorati regionali, Marangoni coglie l’occasione per intervenire con un atto concreto nell’ottica della razionalizzazione della spesa pubblica.
Quella che si sta consumando in questi giorni è una vera e propria guerra tra poveri che mette in situazione di disparità i cittadini del centro-sud della Regione rispetto a quelli delle due province di Ancona e Pesaro-Urbino.
Dal punto di vista culturale, economico, storico ed ambientale, le tre province di Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno non sono seconde a nessuno e l’utilizzo di parametri come la popolazione o la superficie territoriale, individuati dal governo Monti, sono discriminanti ingiuste per definire quali province debbano salvarsi e quali no.
Marangoni ricorda che per Statuto, la Regione Marche
Sul piano giuridico la proposta di Marangoni si basa sul fatto che il Decreto Legge n. 95/2012 (quello sulla spending review) lascia spazio alle Regioni per ridefinire il loro assetto interno e il Ministero della Pubblica Amministrazione ha specificato che il riordino può essere sia di tipo “obbligatorio” (per le province che non raggiungono attualmente i requisiti minimi) sia “facoltativo”. Quest’ultimo può quindi riguardare le attuali province che raggiungono i citati requisiti minimi e quelle che, pur non raggiungendo questi ultimi, sono capoluoghi di regione.
Per Marangoni un vero “efficiente espletamento delle funzioni e dei servizi pubblici per la collettività” si garantisce con altre idonee soluzioni e non con il taglio di alcune province rispetto ad altre.
Al contempo Marangoni propone che gli uffici ed i servizi provinciali attuali debbano essere mantenuti o dislocati equamente su tutto il territorio regionale, garantendo in egual misura i servizi essenziali, attualmente facenti capo alle attuali province, per tutti i cittadini e tutte le aree geografiche regionali. Il motivo è quello di evitare discriminazioni e garantire la tutela delle aree interne regionali già pesantemente provate dal taglio di servizi essenziali degli ultimi anni.