
Nota del consigliere regionale Enzo Marangoni. E’ il risultato delle scelte assurde della maggioranza di centrosinistra regionale
La legge votata martedì 2 luglio in consiglio regionale, dalla sola maggioranza di centrosinistra, ha per Marangoni risvolti tragici. Una legge che interviene sulla rete dell’emergenza-urgenza degli ospedali marchigiani e che peggiorerà la situazione dei pochi pronto soccorso regionali che rimarranno. In provincia di Macerata solo nel capoluogo di provincia, a Civitanova e a Camerino.
Le avvisaglie ci sono tutte: la congestione già attuale dei pronto soccorso, come quello di Civitanova e Macerata, è destinata ad aggravarsi ulteriormente con l’applicazione di questa legge. Anziché ridurre gli sprechi della sanità che pur ci sono, la Regione marche ha tagliato servizi essenziali che minano il diritto alla salute dei cittadini. Come si può pensare, ad esempio, di lasciare il punto di primo intervento presidiato da un infermiere mentre l’ambulanza riceve una chiamata di emergenza? Inoltre il personale dell’emergenza dovrà fare anche opera di ambulatorio.
Il Popolo della Libertà ha presentato 55 emendamenti (metà dei quali di Marangoni) per migliorare la legge o almeno per attenuarne gli effetti devastanti sulla popolazione marchigiana. Quando ci è resi conto che la maggioranza era stata blindata e che respingeva sistematicamente tutti gli emendamenti senza nemmeno valutarli nel merito, bene ha fatto il PdL ad abbandonare per protesta l’aula consiliare, insieme agli altri consiglieri regionali di centrodestra. La responsabilità politica della grave menomazione al diritto alla salute ricadrà così solo sulla maggioranza di centrosinistra che guida la Regione. E pensare che molti emendamenti tendevano a garantire maggior sicurezza ai cittadini marchigiani senza aggravare la spesa sanitaria. E’ ridicolo affermare nella legge principi teorici che non saranno quasi mai rispettati, come l’obiettivo di intervenire in soccorso, “salvo particolari situazioni di complessità orografica e di viabilità”, entro 20 minuti dalla chiamata in area extraurbana ed entro 8 minuti in area urbana. La particolare conformazione del territorio marchigiano per orografia e viabilità evidenzia, da subito, che la regola, non l’eccezione, sarà data dall’impossibilità di intervenire entro quegli obiettivi di tempo ambiziosi ma che resteranno teorici. Di fatto questa legge sostituisce il soccorso fornito nei piccoli ospedali, come quello di Recanati, con un’ambulanza che arriverà in tempi lunghi e che porterà il malcapitato in un pronto soccorso dove aspetterà molte ore. Addirittura il presidente della Commissione Sanità, consigliere Comi, ha fatto in consiglio regionale una sorta di apologia dell’ambulanza. Ormai, per obbedienza cieca agli ordini di partito, non ci sono più limiti alla decenza e nemmeno all’onestà intellettuale.