Il periodo di ferragosto, soprattutto se accompagnato da qualche giornata incerta dal punto di vista meteorologico, favorisce in città un maggior afflusso di turisti in visita ai luoghi leopardiani. Ma, inevitabilmente, ritorna anche prepotentemente il problema per il turista, in preda a necessità fisiologiche, di trovare un bagno: eccolo chiedere allora disperatamente al primo passante dove può trovare una toilette pubblica o, in alternativa, infilarsi nel primo bar che trova, consumando magari un bicchiere d’acqua o un caffè, per poter usufruire dei servizi igienici.
E ad ogni stagione estiva i commercianti e i cittadini puntano il dito contro la mancanza di bagni pubblici o sulle scarse condizioni igieniche in cui versano quei pochi che sono aperti.
Ad esempio a Montemorello, dove sorge la nobile dimora del poeta Giacomo Leopardi, i turisti ricorrono alla toilette della vicina Osteria di via Leopardi o del Centro Nazionale di Studi Leopardiani. Non è raro, ci dicono i residenti, che qualcuno, preso dalla disperazione, bussi nelle porte delle case private chiedendo cortesemente di utilizzare il bagno.
E’ strano invece che Casa Leopardi, meta di numerose comitive per la visita alla biblioteca, pur avendo un museo al piano terra, le cantine aperte per la vendita di vini e olio, frutto della produzione del nobile casato, un bar come punto di ristoro, che da’ sulla piazzetta del sabato del villaggio, non abbia invece una toilette per i suoi tanti turisti. Come è possibile? Eppure è così.
Il Centro Studi aveva anche messo a disposizione una sua area per sistemare un bagno pubblico ma né il Comune né casa Leopardi hanno mai preso in considerazione questa opportunità.
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