Molto dura l’ex sindaco Montali sulla sentenza del Tar sul Burchio

Il Tar Marche con la sentenza di pochi giorni fa ha rimesso al Consiglio Comunale (n.d.r. Commissario Prefettizio) la decisione sulla definizione del procedimento della nota Variante del Burchio.
Non mi interessa in questa sede fare considerazioni nel merito tecnico giuridico della sentenza.
La motivazione del Tar è focalizzata a sconfessare l’operato politico dell’ Amministrazione Montali più che a valutare la sussistenza dei gravi motivi di illegittimità e nullità dell’ iter di adozione della variante e dell’accordo procedimentale con la Coneroblu, già ampiamente e lucidamente esposti nell’articolata memoria difensiva dell’ Avv. Berti.
Ritengo doveroso per il Commissario Prefettizio sottoporre una questione giuridica complessa e importante (da qualsiasi prospettiva) per il futuro della città al vaglio del Consiglio di Stato per sospendere immediatamente gli effetti della sentenza. Un amministratore onesto e consapevole delle dinamiche che negli anni hanno interessato il territorio di Porto Recanati ha un obbligo etico, oltre che politico, di opporsi ad ulteriori scempi. Valuto in tal modo una variante che autorizza la realizzazione di 80.000 mq3 di cemento in area agricola a valenza ambientale e in dissesto idrogeologico malgrado l’Hotel House, la Zeus, il Borgo Marinaro, Le Torri di Avvistamento e molto altro comprese le otto aree a destinazione turistico ricettivo in attesa di attuazione (area ex hotel Regina; area a Nord Bivio Regina; area ex laghetto Volpini Viale della Repubblica; aree Hotel Jet- Via Colombo – Scossicci; area P.P.3.S.P. litoranea Scossicci; area Hotel Brigantino Scossicci; aree lungo S.P. Sorbelli – Scossicci; SUAP 2 Casale del Conero Scossicci;).
Colpisce la sentenza del Tar per il suo contenuto ideologico con ricaduta politica.
Sostenevamo in campagna elettorale e anche in Consiglio Comunale (suscitando le ire dell’opposizione) che a Porto Recanati sono esistiti nel tempo imprenditori del mattone (i cosiddetti “portatori di interessi particolari”) che hanno condizionato le scelte urbanistiche della città.
Il Tribunale conferma tale assunto quando, con tutta la naturalezza di questo mondo sostiene a pag. 27 della sentenza “Solo peccando di idealismo si può fondatamente ritenere che le scelte urbanistiche che ciascun comune è chiamato a compiere siano il frutto di una valutazione del miglior assetto del territorio scevra da qualsiasi condizionamento proveniente dai portatori di interessi a vario titolo coinvolti (quelli di Conero Blu e degli altri privati coinvolti)”.
Hai voglia ad appellarsi alla forza del diritto e delle buone ragioni giuridiche (che esistono tutte) e a dire che la pianificazione del territorio deve perseguire l’interesse urbanistico inteso come tutela e valorizzazione, rispetto dei principi di sostenibilità ambientale ed economica, pari opportunità nella negoziazione, imparzialità. Nei fatti il Tar prende atto, senza sussulti, della logica del naturale condizionamento da parte dei portatori di interessi particolari (economici e forti aggiungo). Ogni tentativo di sovvertire tale stato di cose è visto come un “disturbo provocato da sognatori romantici “o un ostacolo da abbattere senza indugio.
Sostiene il Tar che la scelta di annullare l’iter della variante è ideologica punto 8 pag. “in parte qua la motivazione posta a base dell’esercizio del potere di auto tutela tradisce l’evidente volontà della nuova maggioranza politica di rimettere in discussione la scelta operata dalla precedente amministrazione”.
Non si è accorto, nell’esaminare le carte, che gli stessi rilievi riguardanti la lesione dell’interesse urbanistico li aveva già sollevati, senza essere ascoltata, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche con nota del il 17.03.2014, ben prima dell’insediamento della Amministrazione Montali e che la Coneroblu non si è neanche degnata di depositare in Comune il famigerato progetto imprenditoriale del Burchio.
E’obbligatorio per un pubblico amministratore prima di avvallare scelte di così forte impatto sulla vita dei cittadini (e tutelare anche il loro affidamento oltre a quello della Società proponente) pretendere dai proponenti formali e convincenti risposte alle seguenti domande: per quale scopo si è chiesta la Variante? Perché sulla collina del Burchio? Con quali rischi (l’area è interessata da visibili movimenti franosi)? A quali costi (quelli che sosterrà Coneroblu ma anche quelli collettivi per il pregiudizio all’ambiente, al paesaggio, alla cultura )? Chi paga le spese (la Coneroblu non ha depositato la polizza fideiussoria e ha un capitale sociale di soli cinquemila euro)?
Insieme ai cittadini attendo dal Dott. Passerotti una cortese risposta circa le iniziative che intende assumere, in tempi il più possibile brevi dati i ristretti termini fissati dal Tar.
Avv. Sabrina Montali

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