Non sembra vero ma lo ha annunciato solennemente il sindaco Fiordomo: “fra qualche settimana inizieranno i lavori per il restauro della tomba di Gigli con la prima trance di finanziamento, i 20 mila euro della Regione. Il primo lavoro è impermeabilizzare l’esterno altrimenti non si può mettere in sicurezza gli affreschi interni e questo è un intervento che dovrebbe costare intorno ai 30 mila euro.” Stop, quindi, alle tante polemiche, alle amarezze di Luigi Vincenzoni, nipote di Gigli, alle critiche dei tanti turisti che vanno a portare omaggio a uno dei più grandi tenori. L’Associazione Gigli, più volte, si era proposta personalmente di seguire i lavori offrendosi a cercare ogni possibile finanziamento per questo scopo ma il sindaco stoppa questa buona volontà. “La sua tomba è un monumento storico e c’è una procedura tecnica da seguire e ditte certificate a cui affidare i lavori.” Fiordomo dice di essere andato, più volte, con i vari Sovrintendenti a vedere la struttura e gli affreschi al suo interno riferendo di aver parlato anche con Trucchia, presidente dell’Associazione Gigli, ma frena i facili entusiasmi perché afferma “non possiamo fare i lavori alla lallallero: il privato lo può fare ma il pubblico no.” Chiaro il riferimento alla non volontà di dare all’associazione Gigli il compito di realizzare direttamente i lavori di restauro con i fondi finora raccolti e con la disponibilità di insigni restauratori ad un costo decisamente concorrenziale, appena 25 mila euro circa, contro le 100.000 euro preventivate dal Comune. Per il recupero pittorico s’era già a suo tempo offerto il Maestro Settembri, che ora sta lavorando in Vaticano. Il professionista fu contattato direttamente dal maestro Micheli, direttore dello “Sferisterio opera festival”. Fu proprio in quella serata dedicata a Gigli di due anni fa, dove vennero incassate poche migliaia di euro, che Micheli strapòo al maestro Settembri la sua opera a titolo gratuito. “Quindi alla fine quei centomila euro necessari per il restauro, con queste collaborazioni, si possono quasi dimezzare” abbozza un’ipotesi ottimista il sindaco Fiordomo. Poi si sbilancia ancor di più assicurando che il “2016 sarà l’anno gigliano e per allora la tomba sarà tirata a lucido. Gli appassionati di Gigli non si sentano come figli di un Dio minore. Evitiamo i raffronti e lavoriamo per fare le iniziative insieme.” In effetti pensa positivo anche Pierluca Trucchia, il presidente dell’associazione Gigli, che avanza la proposta che “con i soldi, che l’Associazione ha accantonato, potremo organizzare un bel concerto di inaugurazione del fine lavori con grandi nomi della lirica che verrebbero volentieri a Recanati per inaugurare la tomba restaurata.”
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