COMITATO PER LA TUTELA DEI SOCI DELLA BCC DI RECANATI E COLMURANO
COMUNICATO del 16 aprile 2012
Ancora una volta il Comitato per la tutela dei soci della BCC deve rilevare l’assoluta mancanza di trasparenza da parte della banca e, ancora una volta, la violazione delle norme statutarie ed assembleari. Il riferimento è alla convocazione dell’assemblea dei soci chiamati ad approvare il bilancio di esercizio prevista per il prossimo 29 aprile in prima convocazione e per il 26 maggio in seconda.
Nell’avviso in questione viene fatto generico riferimento a modifiche statutarie senza indicare quali esse siano e quali conseguenze avrebbero per la gestione della Banca. Forse si vuole celare fino all’ultimo l’inserimento della clausola di gradimento, di cui non si dice nulla nell’avviso di convocazione, che impedirebbe per 10 anni ai soci la nomina dei propri rappresentanti ?
Approfondiremo questi aspetti, ma intanto ci auguriamo che la votazione su così importanti modifiche statutarie non avvenga con voto palese (il Presidente non ha forse detto negli incontri di dicembre 2011 che ogni votazione sarebbe avvenuta con voto segreto, come si è letto anche nell’articolo de Il Resto del Carlino del 21 dicembre 2011 ?), ponendo in una situazione di assoluto timore e imbarazzo il personale dipendente che, invece, dovrà essere lasciato libero da qualsiasi condizionamento.
Il Presidente si rimangerà la parola data ? Nei giorni scorsi egli ha sostenuto sulla stampa che la sua nomina è stata regolare, replicando ai dubbi avanzati dal comitato con una serie di errate giustificazioni: la base sociale deve sapere che per essere eletti amministratori occorre essere soci da due anni e che si può derogare ai due anni di anzianità solo se vi è uno stato di difficoltà accertato dal Fondo di Garanzia. Quando l’attuale Presidente è stato eletto, c’era questo stato di difficoltà che deve essere accertato e dichiarato dal Fondo ? Lo dica e lo dimostri il Presidente, con tanto di documento. Altrimenti la sua nomina non può essere ritenuta valida ed anche questo i soci hanno diritto di saperlo.
Ed ancora: perché non si dice chiaramente che verrà chiesta ai soci la nomina diretta del Presidente, oggi vietata dallo statuto, che serve solo a “blindare” l’attuale Presidente ?
Infatti, l’avviso di convocazione prevede la nomina, da parte dell’Assemblea, del Presidente della Banca che invece, ai sensi dell’articolo 33 dello Statuto sociale spetta al Consiglio di Amministrazione. E la stessa incongruenza è contenuta nella modulistica distribuita per avanzare le candidature la quale è stata oggetto, negli ultimi giorni, di variazioni e rettifiche che stanno ostacolando i soci ad esercitare il proprio diritto a candidarsi.
Tutto lascia pensare che l’avviso di convocazione sia stato fatto e che l’assemblea venga preparata per assicurare il “blocco” dell’attuale consiglio o per inserire consiglieri graditi a soggetti estranei alla banca, ma non ai soci.
Ci si chiede, quindi, se tutto questo non sia il preludio di situazioni poco chiare che rischiano di compromettere l’autonomia e l’indipendenza del nostro Istituto anche alla luce delle notizie che circolano circa l’ipotetica cessione di alcune filiali e, addirittura, la chiusura della filiale di Colmurano (??) riguardo alle quali si chiede al Presidente se esclude simili tagli. I soci chiedono chiarezza, hanno diritto di essere informati e vogliono sapere. E’ lecito esigere risposte chiare ed inequivocabili che facciano capire a tutti quale corso sia stato intrapreso e quali siano i reali obiettivi a cui questa serie interminabile di inspiegabili manovre stia puntando.