
Lo SPI ha avviato il confronto con gli Enti Locali per presentare le sue proposte in vista dei Bilanci di previsione, chiedendo in primis di abbassare il livello delle tasse e l’erogazione di servizi più efficienti per la collettività.
Sulla questione abbiamo intervistato il Segretario provinciale dello SPI-CGIL di Macerata, Antonio Marcucci: “Dopo le consultazioni territoriali – ha esordito – sono tre le direttrici da imboccare: la salvaguardia dei livelli occupazionali, la lotta allo smantellamento dello Stato Sociale, la gestione più razionale delle poche risorse disponibili e dei servizi”.
– Non rischia di essere un libro dei sogni?
“E’ vero che i fondi sono esigui, ma per rimpolparli va sostenuta la lotta all’evasione, anche a livello di Enti Locali. Senza però spremere troppo i cittadini, visto che per alcune aliquote gli Enti stessi hanno discrezionalità nella scelta delle fasce da applicare. In particolare mi riferisco ad IMU ed Irpef. Per ciò che concerne il contenimento delle spese credo che sia necessaria una gestione delle politiche sociali per ambito territoriale e l’associazione di più Comuni limitrofi (specie quelli più piccoli) per l’offerta dei servizi”.
– Per ciò che riguarda il welfare cosa chiederete?
“L’Istat ha certificato l’ampliamento del numero delle famiglie finite nella fascia dei nuovi poveri; per loro servono interventi concreti: ad esempio la creazione di un fondo di sostegno per i disoccupati e loro familiari, aiutandoli non solo economicamente, ma anche con la ricerca di posti di lavoro. C’è anche la questione dell’ISEE, con la tendenza di schiacciarlo molto in basso, mettendo fuori gioco per l’ottenimento dei benefici un numero elevato di famiglie, anche se vivono palesemente in povertà. La nostra preoccupazione più viva, però, è per gli anziani ed i pensionati, troppo spesso dimenticati e senza difese. Per loro chiederemo più servizi per l’assistenza domiciliare, la residenzialità e la non-autosufficienza”.
– Cosa la preoccupa maggiormente?
“Sembrerebbe un paradosso che lo dica io che sono il Segretario dei Pensionati, ma il problema maggiore è l’occupazione giovanile. Che pensione potranno avere se oggi nessuno versa per loro contributi sufficienti? Occorre ridare certezze ai ragazzi ed una speranza di futuro, con un lavoro che dia garanzie di stabilità e la possibilità di avere un alloggio (perché non rilanciare le case popolari?) a prezzi ragionevoli”.
– Tornando alla questione dei servizi, cosa possono fare gli Enti Locali?
“Sarebbe auspicabile, dopo la violenta contrazione degli ultimi anni, un ritorno al passato; pur conoscendo le difficoltà economiche, mi aspetto, quantomeno, il mantenimento dello status quo, in particolare per i servizi agli anziani e per quelli a domanda individuale, per gli asili, le mense ed i trasporti”.
– Per ciò che riguarda la sicurezza pubblica cosa chiederete ai Comuni?
“Negli ultimi tempi ho visto spesso anziani vittime di scippi, furti, raggiri e, purtroppo, anche di violenze. Ai Comuni, sotto questo profilo, chiedo di fare di più, specie per il monitoraggio del territorio e la vivibilità dei luoghi; sono azioni a basso costo e sicuramente utili per contrastare l’espansione ed il radicamento della malavita.