La Banca di credito cooperativo Recanati-Colmurano si sposa con la consorella di Filottrano-Camerano? Il matrimonio sembra ormai prossimo e fra i due importanti istituti di credito del territorio ci sarebbe già un preliminare che, se dovesse maturare, entro le prossime settimane potrebbe portare alla trasmissione del progetto a Banca Italia e alle rispettive assemblee dei soci (quella di Recanati è prevista per la fine di maggio). Un matrimonio quasi obbligato dalla Federazione marchigiana delle Bcc e da Banca d’Italia e che ha addirittura una scadenza, il 30 giugno prossimo, dopo di che dal primo luglio diventano operativi i capogruppo che, nel caso della Bcc di Recanati, è l’Iccrea: ciò significherà che ogni singola Bcc, che appartiene a quel gruppo, dovrà sentirsi come un’unica squadra e intervenire nel caso di difficoltà di una singola associata.
Un progetto fortemente voluto da entrambe le parti perché sia Recanati che Filottrano hanno forte criticità sul fronte delle sofferenze e la fusione permetterebbe di creare delle economie con riduzione dei costi. Inoltre le due banche insieme acquisterebbero una maggiore solidità favorendo, almeno si spera, un eventuale intervento diretto di Iccrea per ridurre queste sofferenze.
In questi giorni sono già al lavoro i tecnici della Federazione delle BCC delle Marche per aggregare i dati delle due banche, quella di Recanati e di Filottrano, che insieme vantano circa 35 sportelli (sarebbe la Bcc più grande delle Marche) e per verificare se ci sono le condizioni per avviare il progetto di fusione. Gli ispettori dovranno anche verificare se i rispettivi bilanci della due BCC siano reali e, appunto, valutare tutti i crediti concessi. Operazione importante perché in caso di difficoltà da parte dei propri clienti a rimborsare il prestito ricevuto, la banca sarebbe tenuta a svalutare il credito per non alterare il proprio bilancio reale e non far comparire quel credito fra le voci in incasso quando, magari, è assodato che quella cifra non potrà mai riaverla tutta indietro per intero.
E il personale in caso di fusione che fine farà? Se dalla fusione si dovesse evidenziare un certo esubero, il problema verrebbe affrontato favorendo lo scivolamento dei dipendenti verso la pensione.
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