Il commissario prefettizio Mauro Passerotti, si è incontrato con Astea, Asur e Arpam, per il caso delle analisi dell’acqua di Porto Recanati e sulla tempistica di comunicazione dei risultati. «Lo scopo dell’incontro, ha spiegato Passerotti, era quello di condividere azioni e strategie idonee a scongiurare, per quanto possibile, episodi analoghi.” Dalla riunione è emerso che il valore dei trialometani, riscontrato dalle analisi del 1 dicembre scorso, era superiore di poco ai 30 microgrammi per litro, imposto dalla normativa italiana, ma di gran lunga inferiore ai 100 microgrammi per litro, stabilito dalla direttiva della Unione Europea. Strano paese il nostro che adotta sempre limiti più restrittivi, come per i campi elettromagnetici che la Ue stabilisce in 40 volt/metro mentre la legge italiana li ha abbassati a 6volt/metro. Ritornando al caso dell’acqua, Passerotti aggiunge che le cause di quanto avvenuto l’undici dicembre dipendono, verosimilmente, da una combinazione di fattori chimico- fisici quali la qualità dell’acqua, l’obbligatorio trattamento di disinfezione, la variazione delle temperature, i tempi di reazione e contatto e i consumi di rete. Saranno effettuate, in via eccezionale e in aggiunta ai controlli già espletati, ulteriori azioni. L’Astea effettuerà controlli interni più frequenti nel processo di clorazione e del parametro di trialometani in rete, controlli estesi a un numero maggiore di diversi punti rete. Inoltre effettuerà ulteriori scarichi dei serbatoi e spurgo delle reti. Arpam e Asur effettueranno controlli mensili anziché trimestrali da gennaio a giugno 2016».
;