Più cura per i luoghi leopardiani.

 Ad invocarla è Sergio Beccacece, direttore del corso di storia di personaggi e luoghi storici di Recanati all’università Permanete nonché ex assessore ed ex presidente degli Ircer. Pur comprendendo che da alcuni mesi è in attività un cantiere per la ristrutturazione e la riqualificazione del Centro Studi Leopardiani, che nel progetto è destinato a diventare l’ingresso principale del Colle dell’Infinito, per Beccacece, in occasione del 29 giugno, anniversario della nascita del poeta Giacomo Leopardi, sarebbe opportuno “che il vialone d’ingresso, che parte dalla ex statale 77 e conduce al Centro Studi e quello che da qui conduce alla sommità del Colle, costeggiando il sacello leopardiano, siano adeguatamente puliti in quanto infestati da erba alta ed incolta e con la breccia piena di sporcizia. Come si fa a tenere in uno stato come questo un luogo frequentato da centinaia di turisti ogni giorno?” Beccacece ricorda che nel 2015 il sacello leopardiano, monumento simbolo della morte del Poeta costituito dalle pietre funerarie che formavano la vecchia tomba di leopardi a San Vitale a Napoli, di proprietà del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, fu oggetto  di una minuziosa opera di ripulitura con la rimessa in funzione della vasca d’acqua da parte del Lions clubsrc=http://lnx.radioerre.net/notizie/images/Beccacece “Recanati Colle dell’Infinito”. Beccacece fa notare anche, come altro esempio di incuria e di abbandono, che al lato del viale esiste una panchina completamente transennata perché poggia su una parte di terreno che ha ceduto. La panchina era divenuta famosa all’inizio quando venne installata perché dopo un po’ di tempo il personale del Centro Studi fu costretto a legarla ad una staccionata per impedire alle coppiette di notte di sollevarla  di peso per portala in un luogo più appartato e trasformarla nella loro alcova d’amore. “Ma non è  possibile, insiste Beccacece, vedere il taglio dell’erba e una pulizia di questo incantevole luogo senza attendere  l’arrivo in autunno del presidente della Repubblica Mattarella in occasione del bicentenario della lirica L’Infinito!”  Beccacece non ha parole neppure per l’opera in corso nell’area dell’ex grottino dove si sta realizzando una struttura in vetro ed acciaio più adatta, dice,  “ad una metropolitana di una grande città che all’ingresso del Colle, posto sul versante opposto al Centro Studi. Non capisco come sia potuto accadere che la Sovrintendenza, che è stata così inflessibile sul recupero della casa colonica di Anna Maria Dalla Casapiccola, che sorge a 200 metri dal Colle dell’infinito, sia oggi così poco rigida con una struttura come  quella dell’ex Grottino”.

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