Pronti a fare le valigie

Quale destino è riservato ai residenti della palazzina delle case popolari di via Mascambruni? Secondo quanto scritto dal dirigente dell’area servizi al cittadino chi risulta moroso nel pagamento dei canoni di affitto e non ha, nel frattempo, concordato con il Comune soluzioni alternative avrebbe dovuto già dal 1° maggio fare le valigie e lasciare il proprio appartamento. Ora l’ultimatum è entro la prossima settimana quando saranno chiamati in Comune per definire una volta per tutte il loro destino. L’Amministrazione, infatti, ha, nel frattempo, pubblicata la graduatoria definitiva dei 101 richiedenti un alloggio a canone concordato di cui alcuni sono proprio quelli attualmente residenti in questa palazzina che dovrebbe essere utilizzata esclusivamente come case popolari assegnati sulla base della graduatoria Erap. Ma non tutti ci stanno a rifare le valige e cambiare di nuovo residenza. Una delle più combattive è Lidia Semplici, 80 anni, anziana con qualche problema alle gambe e niente affatto intenzionata a traslocare, per la seconda volta consecutiva a distanza di tre anni, per andare in un alloggio privato a canone concordato. Lei non ha fatto neppure la domanda per una soluzione del genere rifiutandosi, insieme ad altre due famiglie, di assecondare l’invito dell’Amministrazione Comunale di partecipare al bando per l’assegnazione degli alloggi e dichiarandosi disposta persino ad incatenarsi al letto pur di non lasciar la propria casa. Una vera patata bollente per l’Amministrazione Comunale che finchè non sblocca tale situazione non riuscirà a mantenere fede agli impegni assunti sia con l’Erap di Macerata, che rivendica gli alloggi, sia con il gruppo industriale Eli che deve realizzare il progetto del “Campus Infinito” per ospitare giovani studenti a cui insegnare l’italiano. Una vicenda di scatole cinesi in cui a subirne le conseguenze sono proprio le famiglie, che attualmente occupano gli appartamenti, raggiunte dalla lettera di sfratto da parte del Comune con la scadenza del 30 aprile.

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