Nonostante il collegio docenti avesse espresso la volontà di restare un istituto unico, al momento della votazione i docenti di Civitanova hanno espresso parere contrario al nuovo indirizzo per la sede di Recanati. Un’unione che di fatto diventa sempre più traballante.
Un collegio intenso e partecipato, l’ultimo convocato dall’Istituto Bonifazi, un collegio dal quale è uscita la mozione in cui la maggior parte dei docenti si auspica di restare uniti ed evitare accorpamenti con l’ITC Corridoni, per la parte civitanovese e con l’ITIS Mattei, per la parte recanatese. Questa scelta è scaturita dalla volontà di voler salvaguardare un patrimonio tecnico-professionale che negli anni ha contribuito notevolmente alla formazione di professionalità nei rispettivi territori di riferimento e che potrebbe rischiare di essere disperso se non tutelato in futuri accorpamenti. Il restare uniti è però legato al doppio filo della cosiddetta autonomia, cioè ritornare nuovamente sopra la quota dei 600 iscritti e recuperare dunque la dirigenza persa lo scorso anno.
Con questo spirito il collegio si era riunito per votare in primo luogo l’ attivazione "Servizi culturali e dello spettacolo", un nuovo corso professionale quinquennale a Recanati, città della poesia che fa della cultura il suo vessillo, sostenuto da più realtà culturali locali, e l'apertura di una classe " Servizi per la sanità e l’assistenza sociale" anche a Civitanova. Oltre ad ampliare e colmare un effettivo vuoto dell'offerta formativa locale e offrire al territorio corsi aderenti alle richieste di mercato, l'attivazione di questi corsi avrebbe anche presumibilmente aumentato il numero degli iscritti e gettato basi concrete per ritornare al fatidico quota 600.
Al momento della votazione, preceduta dalla mozione sul restare uniti o accorpati in cui il collegio aveva espresso una certa unità, per l’attivazione del nuovo corso a Recanati e l’apertura di una classe dei servizi sanitari a Civitanova i risultati non sono stati quelli aspettati: su 94 docenti presenti, 41 hanno votato favorevolmente, di questi, solo poche unità, sotto la decina, sono docenti di Civitanova Marche, facendo naufragare la possibilità di chiedere agli organi preposti questa nuova articolazione. Articolazione che presumibilmente incontrerà difficoltà future a decollare, poiché i docenti di Recanati sono in minoranza numerica rispetto alle due sedi di Civitanova.
Dunque è lecito chiedersi, unione d’intenti reale o solo formale? Perché una componente importante dei docenti ha preferito limitare le ambizioni di sviluppo e rinnovo dell’istituto?
In vista dei lavori di ristrutturazione della sede di Recanati, che ha ottenuto un finanziamento di 6 milioni di euro, non è forse più opportuno che la sede del Bonifazi sul colle dell’Infinito venga accorpata all’ITIS Mattei per creare un polo tecnico-professionale che risponda in pieno alle esigenze del territorio? Con una nuova sede ristrutturata e ampliata l’attuale parte recanatese del Bonifazi non potrebbe ospitare una parte del Mattei, che da anni soffre di mancanza di spazi?
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