Nota di Girio Marabini. E’ certamente una grande responsabilità quella che in questi giorni le forze politiche dovranno assumere per l’elezione del Presidente della Repubblica, una responsabilità che esige l’abbandono degli interessi di parte in favore del bene comune. Tracciare perciò il profilo di un nuovo presidente della Repubblica, in questo particolare momento storico caratterizzato dalla grave crisi economica,sociale e politica, non è questione semplice. In questo tentativo può soccorrerci la stessa Costituzione. Ogni cittadino che abbia superato i 50 anni e goda dei diritti civili e politici può essere eletto a tale carica. (art.84 Cost.). Queste sono le condizioni di base per essere eletto presidente. Non è dunque necessaria l’appartenenza ad un partito, non è necessario neppure essere stati eletti quali deputati o senatori; non è necessario aver avuto esperienza politica…Le funzioni infatti che il presidente svolge non sono funzioni di indirizzo politico, come in una democrazia presidenziale, ma sono funzioni di moderazione o di mediazione tra le parti,di promozione e di garanzia. L’ esigenza di autonomia del presidente dalle forze politiche è confermata del resto dalle modalità stesse di elezione: ampia platea elettorale, segretezza del voto, maggioranza qualificata o assoluta. (art.83 Cost). Tale autonomia è espressamente sancita poi dall’art. 87 :” il presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.” Se dunque è la stessa Costituzione ad esigere un ruolo al di sopra delle parti, quale profilo è possibile tracciare per il nuovo presidente? Un riferimento può essere la figura di Giorgio Napolitano il quale ha saputo interpretare in maniera scrupolosa e saggia il proprio ruolo di garante della Costituzione e della unità nazionale, pur essendo stato in origine espressione di un determinato schieramento politico. In questo grave momento di crisi e di stallo politico, il presidente che verrà dovrà proseguire dunque sulla strada tracciata dal Presidente Napolitano, con fermezza e libero dai condizionamenti dei partiti. C’è infatti estrema necessità di un periodo di riconciliazione nazionale e dell’affermazione di una nuova cultura della politica, più vicina ai bisogni dei cittadini, questione che il presidente Napolitano aveva ben compreso. Sarebbe quindi auspicabile che il nuovo presidente (uomo o donna) venisse eletto con la maggioranza dei due terzi del parlamento (maggioranza qualificata), con il sostegno cioé di tutte le forze politiche. Naturalmente la persona indicata dovrà essere, come lo stesso Napolitano è ed è stato, persona che unisce e che non divide, di ampia e profonda cultura e che abbia comunque partecipato con il suo lavoro e le sue opere alla costruzione, per dirla con Giuseppe Lazzati, della “città dell’uomo a misura d’uomo”( si veda G.Lazzati, “la città dell’uomo” An. Veritas, Editrice, Roma,1984) .