Recanati come “Porto Cervo”

Il sole alto nel cielo, le giornate si allungano, le persone escono dalla propria dimora 

felici, finalmente nel nostro borgo selvaggio vengono fuori i parcheggi a pagamento fino a mezzanotte.

Tutte le mete più ambite come Recanati, Porto Fino, Porto Cervo, Reggia di Caserta adottano la stessa politica sul parcheggiare.

La mia più grande stima va a chi ha il coraggio di fare business, commercianti, con un’attività dove si rischia quotidianamente il proprio patrimonio, in una città che più in certe ore della giornata sembra un circolo per anziani.

Bene la programmazione estiva, la nuova pavimentazione ma per riportare l’abitudine di frequentare il centro in una città che al di là del negozio di fiducia o l’amico barista non offre nulla, bisogna realizzare progetti ambiziosi, non parlarne e basta.

Dobbiamo parlare con i nostri imprenditori manifatturieri (scarpe, borse, camicie ecc.) marchigiani e convincerli a venire ad investire a Recanati con agevolazioni importanti.

L’università? Soltanto in questa direzione potremo dare un po' di respiro alla nostra economia.

Il nostro ritardo nella crescita è dato da una politica mediocre e miope che è stata la nostra iattura, quando ci spostiamo a due passi da casa, in Umbria o in Toscana, al ritorno raccontiamo la nostra esperienza per anni. Quanti turisti che verranno a Recanati torneranno a casa, si ricorderanno della città per aver pagato una multa perché non si aspettavano non vedendo ne yacht, o monumenti incredibili, di dover pagare il parcheggio fino a Mezzanotte.

 

Enrico Fabraccio

capogruppo Lista Civica Recanati

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