Non solo le piante ma anche i vecchi lampioni, con ancora il fascio littorio stampato, sono stati rimossi dal Colle dell’Infinito a Recanati. Che fine faranno quei reperti storici accessi per la prima volta nel 1937, in occasione del 1° centenario della morte di Giacomo Leopardi? Se lo chiede Antonio Baleani, consigliere comunale per la lista civica “Obiettivo Recanati” che da appassionato fotografo e di storia locale che non si è certo lasciato sfuggire quello che sta accadendo al Colle dell’Infinito. Il progetto, finanziato dal Ministero per i beni culturali, prevede anche l’istallazione di una più tecnologica rete di illuminazione pubblica, sulla base del progetto redatto dalla ditta recanatese I Guzzini Illuminazione, con l’istallazione di più moderni corpi luminosi.
Baleani, però, si dice tranquillo per le assicurazioni già ricevute dal responsabile del progetto, l’architetto Paduano dell’Ufficio tecnico comunale: gli 8 vecchi lampioni saranno ristrutturati e rimessi di nuovo al loro posto. La stessa cosa, però, molto probabilmente non avverrà con i sei lampioni che si trovano sul viale del Centro Nazionale di Studi Leopardi: opera più recente realizzata dalla ditta Neri, una delle migliori in Italia, scelti e fatti installare negli anni ‘90 per volere di Franco Foschi, allora direttore del CNSL.
Purtroppo nel passato non c’è stata molta sensibilità nel tutelare i vecchi lampioni e Baleani cita ad esempio quanto successo a Fonti San Lorenzo e nei giardini pubblici. Nel primo caso il perimetro del cortile esterno del centro sociale è tracciato da pezzi di vecchi lampioni con lo stemma del fascio che sono stati a suo tempo tagliati e posti a terra a delimitare l’area. Sono 4 lampioni posti al perimetro dell'area del sede del Centro Sociale fonti S. Lorenzo che sono stati tagliati: sul basamento è stata posta una sfera di plastica come luce. Quasi certamente questi 4 lampioni dovrebbero essere stati tolti dai giardini pubblici molti anni fa, istallati nel ventennio quando i giardini furono resi pubblici nel 1935. L'operazione di rimozione dovrebbe essere stata fatta negli anni 70-80, poi depositati nell'area della ex casa colonica del Colono Grufi, prima di proprietà degli Agostiniani poi, durante le lottizzazioni, passata nella proprietà del Comune e poi data come sede al Centro sociale Fonti S. Lorenzo. Su tutte le basi si nota un rettangolo accuratamente tolto poi riempito col cemento in cui era presente l'effige del fascio. Addirittura come lavandino, sotto la cannella dell'acqua, è stata utilizzata un'altra base di lampione proveniente dal Colle. Ai giardini pubblici, durante i recenti lavori di messa a norma, stessa sorte è toccata a 5 lampioni che erano collocati sopra il muro dei giardini pubblici della circonvallazione: di loro oggi rimangono solo i basamenti da cui sono stati segati.
Baleani lancia, infine, l’invito a salvaguardare i 3 lampioni molto importanti, ancora più antichi, risalgono ai primi del ‘900 tanto che non hanno lo stemma del fascio ma il leone rampante, lo stemma della città, che si trovano uno fuori Porta Romana e 2 a segnare la vecchia porta d’ingresso di Montemorello. Si tratta dei primi lampioni comparsi in città con l’arrivo dell’energia elettrica.
;