Stiamo parlando dello storico "Club Aquila" che nel 1982 entrò in possesso dell'area verde destinata al quartiere con un comodato d'uso trentennale; questa concessione avrebbe dovuto essere formalizzata da una Convenzione affinché il comune potesse poi vigilare sull'attività del club e a patto che, in alcune ore del giorno, l'utilizzo del campetto polivalente fosse destinato alle scuole.
La convenzione non fu mai firmata e tuttavia per 30 anni il Club ha gestito la struttura adibita a bar e anche il campetto, in virtù di un accordo con l'amministrazione non del tutto regolarizzato (manca un contratto/convenzione tra le parti).
Nel 2012 (primo mandato Fiordomo) i 30 anni della non-convenzione sono scaduti e la situazione non è mai stata messa a norma, così che negli ultimi 6 anni il "Club Aquila" ha di fatto abusivamente occupato un'area verde destinata ad un intero quartiere nonché alle scuole recanatesi. Non solo. Nonostante l'area fosse pubblica e sulla carta "gestita" dal Club, negli ultimi 20 anni i ragazzi del quartiere (e le scuole) non hanno potuto giocare nel campetto né utilizzare la pista di pattinaggio poiché sui cancelli rigorosamente chiusi é apparso un cartello di DIVIETO DI ACCESSO – PROPRIETA' PRIVATA. Ai residenti di ogni età è stata negata la possibilità di usufruire di un'area di ritrovo a loro destinata! L'accesso in effetti è solo consentito ai membri del club che vanno a giocare a carte nell'ex bar e se qualche ragazzo ha provato ad entrare trovando il cancello aperto, è stata invitato ad andarsene.
Ma non basta. L'amministrazione nella "campagna di ascolto" del 2013 (e non solo in quell'occasione) fu ben redarguita dal comitato di quartiere che chiedeva lumi sulla situazione nonché la possibilità di gestire esso stesso l'area. Il comitato fu talmente "ascoltato" che nulla è cambiato in questi anni.
Ma non finisce qui: l'area divenuta illegittimamente privata, è stata comunque tenuta pulita dagli operai del comune che a spese nostre sono andati a tagliare le erbacce.
Alla luce di ciò, il Movimento 5 Stelle chiede fermamente che l'area verde torni ad essere pubblica secondo gli standard urbanistici risalenti agli anni '70; che venga regolarizzata la illegittima situazione attuale; che vengano accertate le responsabilità civili e penali di tanta inerzia e trascuratezza.
Gli abitanti del quartiere hanno il diritto di essere in qualche modo risarciti poiché hanno pagato le opere di urbanizzazione (legge Bucalossi) senza aver potuto mai usufruire degli spazi verdi a loro destinati.
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