E’ stato rinviato di un ulteriore mese lo sfratto ad una famiglia magrebina che doveva essere eseguito oggi per l’appartamento da questa occupato in via Magrini a Recanati. Una situazione da tempo nota ai servizi sociali del Comune e a diverse associazioni e parrocchie cittadine che seguono la famiglia con due bambini piccoli. L’uomo lavora saltuariamente e non riesce a provvedere in proprio alle esigenze del suo nucleo famigliare e già l’Amministrazione comunale è intervenuta aiutandolo sia nella gestione dei figli che in quella della casa. Infatti, nel programma degli affitti sociali messo in cantiere da diversi anni dall’Amministrazione, l’assessorato gli aveva concesso in affitto un appartamento di proprietà della ditta Edil Recina di Duilio Paci, appunto in via Magrini. L’accordo prevedeva che il Comune pagasse l’affitto direttamente al proprietario ma che la famiglia avesse contribuito versando mensilmente una parte del canone direttamente al Comune. Ma a un certo punto l’accordo non è stato più rispettato e l’Amministrazione non ha visto più neanche un euro della quota pattuita e così ha bloccato la corresponsione dell’affitto al proprietario. Questa è stata la classica goccia che ha fatto scattare lo sfratto nei confronti del Comune per morosità. Nel primo pomeriggio di oggi a casa della famiglia magrebina si sono recati, oltre all’ufficiale giudiziario, anche i carabinieri di Recanati, la polizia municipale e il legale del Comune, Donato Attanasio. La presenza dei due minori e la prospettiva di far dormire all’addiaccio la famiglia hanno indotto tutti a concedere un ulteriore mese di proroga allo sfratto con la promessa del capofamiglia di darsi da fare a trovare un altro alloggio idoneo.
;