Un consiglio comunale diviso a metà in cui 8 consiglieri votano a favore della proposta di variazione di bilancio, 7 si astengono e uno, Susanna Ortolani del Movimento 5 stelle, vota contro puntando il dito sul fatto che “si sta facendo campagna elettorale con i fondi per gli incentivi al commercio”. E’ proprio questo l’oggetto del contendere, quei soldi che l’Amministrazione l’anno scorso ha stanziato per incentivare l’apertura di nuove attività commerciali o il miglioramento di quelle esistenti nel centro storico cittadino. Fondi per 135 mila euro finiti, però, nel crac della società Weelfare Company che avrebbe dovuto erogare i voucher ai commercianti che ne avevano diritto avendo fatto “investimenti sopra le loro forze”, come ha denunciato il consigliere di forza Italia Sauro Frapiccini.
Doveva essere una variazione di bilancio che raccoglieva tutti gli imput del documento programmatico approvato nel dicembre scorso dal Consiglio Comunale stesso ma “la montagna ha partorito un topolino, ha commentato il consigliere Maurizio Paoletti. Se non ci fossero state nuove entrate ben poco sarebbe stato inserito delle nostre richieste e dichiaro di non votare contro all’atto ma di astenermi solo per responsabilità nei confronti dei cittadini interessati a queste variazioni”.
Non è stato facile, in effetti, per l’assessore al bilancio Antonio Bravi far quadrare i conti e per fortuna che a salvarlo sono arrivate nuove entrate non previste: 135 mila euro per Imu e imposte corrisposte a seguito della chiusura del fallimento della General Music e quasi 200 mila euro dal governo per rimborso Imu e tasi. Ciò ha permesso di garantire comunque lo stanziamento di 138.600 euro a favore dei commercianti e per il pagamento delle luminarie natalizie e, seppur in parte, di accogliere le richieste del Consiglio del dicembre scorso.
La variazione, infatti, prevede lo stanziamento di 15 mila euro nel 2019 e 25 nel 2020 a favore della permanenza delle persone anziane a domicilio, 20 mila per la costituzione di un centro ricerca e documentazione all’interno del Museo dell’emigrazione e 15 mila per l’abbellimento natalizio della città. Un po’ poco, tanto che a storcere il naso e a decidere per l’astensione, oltre alla minoranza storica (Bertini, Paoletti, Frapiccini e Baleani) anche i consiglieri Castagnari e Biagiola, ex PD e oggi “Progetto Recanati”, e lo stesso presidente del Consiglio Massimiliano Grufi.
foto di Arianna Smorlesi
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