Un brutto caso di “bullismo” risolto da una mamma giustamente energica. Al luna park, che da giorni è in città sotto il cimitero, si ritrovano un gruppo di quindicenni e fra una chiacchiera e una risata ecco che uno allunga la mano, anche in modo troppo pesante, sul sedere di una lei. Un gesto non affatto apprezzato anche perché violento e inopportuno. La ragazzina se ne va e a casa, visto anche il dolore che aveva, chiede consiglio alla mamma che con rabbia e stupore vede che quella manata aveva procurato alla sua “bambina” un bel ematoma. Senza pensarci più di tanto va anche lei alle giostre e affronta il “branco” chiedendo chi era l’autore del gesto: silenzio e nessun tipo di collaborazione da parte dei ragazzini le fanno montare ancor più la rabbia e decide di rivolgersi ai carabinieri per segnalare il fatto. Ma la paura delle conseguenze fa novanta e l’autore di quel gesto si autodenuncia. Non voleva certamente far del male alla ragazzina e il suo voleva essere solo un gesto affettuoso e di amicizia calcolando, però, male la sua forza. A quel punto, convinta dal pentimento del quindicenne e con la certezza che la lezione era servita, la mamma ha deciso di non sporgere più denuncia. Una brutta avventura, quindi, finita con una buona e sana lezione di educazione civica.
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