Si sta godendo il ferragosto a Napoli, sua città d’origine, Andrea Reccia, 64 anni, scarcerato nei giorni scorsi, in attesa del processo, dopo l’accusa di essere uno dei protagonisti della maxi operazione antidroga che a settembre del 2017 aveva portato al suo arresto insieme a quello dell'albanese Dorel Klosi. Come si ricorderà Reccia e Klosi erano a bordo di un furgone pieno di carburante che si stava dirigendo sulla spiaggia, alla foce del fiume Tronto, presumibilmente necessario per il rifornimento dei gommoni che dall’Albania stavano trasportando un grosso quantitativo di marijuana, circa 2,3 tonnellate, e un po’ di hashish. La sostanza stupefacente fu recuperata dalla Guardia di Finanze in parte in mare e in parte sulla spiaggia antistante la Sentina, a San Benedetto del Tronto. I due, assistiti, Reccia dall'avvocato Massimo Di Bonaventura, e Klosi da Paolo Cognini e Christian Schicchi, hanno sempre respinto le accuse asserendo di non saper nulla della droga ed entrambi ora sono fuori dal carcere, su disposizione della Procura di Ascoli: il primo sottoposto all'obbligo di firma a Napoli, appunto, e l’altro ai domiciliari. Come si ricorderà la vicenda del geometra recanatese Andrea Reccia si colorò anche, nei mesi successivi, di implicazioni politiche. Infatti l’uomo era stato capolista alle ultime elezioni amministrative a Recanati nella lista di Forza Italia e risultò terzo nelle preferenze. All’indomani delle dimissioni da consigliere di Franca Maria Galgano e al successivo rifiuto di entrare in Consiglio da parte del secondo, Vitangelo Paciotti, sarebbe dovuto esser proprio lui il nuovo rappresentante di Forza Italia all’interno dell’assise comunale. Intervenne allora il prefetto di Macerata che, visto che Reccia era rinchiuso in carcere in quel momento e le forti accuse che pendevano sul suo capo, in base alla legge Severino sospese per 18 mesi, e cioè sino a conclusione dell'Amministrazione, la sua nomina così che in Consiglio Comunale è entrato a farne parte il quarto in lista, Sauro Frapiccini.
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