Attenzione: entro la fine dell’anno scade il termine fissato per la realizzazione del PIP (Piani Insediamenti Produttivi) di Squartabue di Recanati nato nei primi anni 2000 per rispondere alla richiesta, allora consistente, di artigiani e industriali di aree fabbricabili di tipo industriale. Di proroga in proroga si arriva quest’anno alla loro scadenza ineluttabile, ma la crisi economica, nel frattempo, ha fatto sfumare ogni possibile acquirente cosicché i proprietari di quell’aree, oltre ad essersi trovati per tanti anni sul groppone un capitale morto, si sono dovuti anche accollarsi il pesante onere delle tasse, Imu in primis. Nell’assestamento di bilancio 2018 del Comune, sottoposto ad una prima analisi in commissione ieri mattina, per tentare di dare una prima risposta sulla vicenda dei PIP è stata inserita una variazione di spesa con un maggiore stanziamento di 73 mila euro per gli eventuali rimborsi della vecchia Ici. “E’ una stima fatta in maniera preventiva, spiega l’assessore al bilancio Antonio Bravi, e può essere soggetta ad aggiustamenti. Però in termini precauzionali abbiamo deciso di inserire il finanziamento per cercare di superare questa situazione ormai incancrenita”. Stima che appare molto ottimistica e che solo il tempo potrà dire quanto realistica. Dal punto di vista urbanistico sarà approvata una variante che elimina i Pip non compiuti in zona Squartabue (6, 7 e 9) trasformando quelle aree industriali in agricole in quanto, spiega ancora Bravi, “l'andamento economico è tale per cui non si prevede che nei prossimi anni ci sia necessità di aree da destinare a edificazione industriale tanto più che ce ne sono in quantità enormi in stato di abbandono e degrado su cui ci si dovrà concentrare perché siano recuperate. La variante urbanistica, quindi, potrà generare dei rimborsi d'imposta per l’ICI che è stata versata nel passato. Per fortuna che negli ultimi anni abbiamo abbassato notevolmente il valore di riferimento delle aree e dalle 30 euro al metro quadrato di una volta oggi siamo a 9. Per questo, all'interno del dell'assestamento abbiamo inserito un primo stanziamento per l’eventuale rimborso ai proprietari.” Ma per una spesa in più il documento economico prevede anche entrate maggiorate per l’Ente. Si tratta degli accertamenti IMU e Bravi annuncia che dai 700.000 euro inizialmente previsti si è già a un milione e 200 mila. “Stiamo cercando di fare in fretta negli accertamenti: oggi l’ufficio sta lavorando sugli anni 2015/2016 perché è chiaro che ogni anno in più che passa c’è maggiore difficoltà ad incassare”.
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