Recanati. La rotatoria di via Gherarducci diventa opera pubblica

Tirano un sospiro di sollievo Antonella Santoferrara ed Alderano Prosperi, i due coniugi, che gestiscono la stazione di servizio in località Palazzo Bello, che nel giugno 2014 hanno sottoscritto con il Comune e la provincia di Macerata una convenzione Urbanistica per la riqualificazione infrastrutturale della “S.P. Recanati-Montelupone”. Finalmente consegnano nelle mani dei due enti pubblici le opere realizzate ad iniziare dalla rotatoria all’incrocio tra Via Gherarducci e la vicina strada di Cerreto. Il loro sogno, veramente, era tutt’altro: avrebbero voluto realizzare, nell’area di loro proprietà sotto via Gherarducci, un impianto di distribuzione di carburanti comprensivo anche di una stazione di metano. Ma per fare questo hanno dovuto accollarsi anche la realizzazione delle infrastrutture come l’allargamento della strada, la rotatoria lungo la S.P. 104 “Montelupone-Recanati, l’impianto della pubblica illuminazione e dei sottoservizi strettamente connessi, la rete telefonica ed elettrica nonché i lavori relativi all’adeguamento dell’acquedotto e, per finire, la ricostruzione dell’edicola religiosa che si trovava in quell’incrocio da tempo,  rimossa per far posto alla rotatoria, ma che dovrà essere ricostruita in un’altra sede vicina. Un lavoraccio che, a causa anche di altre situazioni in cui si è trovata nel tempo la famiglia, per ora si ferma qui rimandando a tempi migliori la realizzazione di quell’impianto di carburanti, il sogno da cui tutto è partito. Nel novembre scorso il collaudatore, l’ing. Federico Sabbatini, ha rilasciato il certificato di collaudo tecnico-amministrativo delle opere pubbliche realizzate e, fatti i conti, si è visto che alla fine tutto portava. Ci sono voluti ben quattro anni prima di vedersi i due privati liberati dall’incombenza della rotatoria, che la Provincia ha voluto venisse costruita lì, ma subito apparsa inadeguata per la sua forte pendenza, perché stretta, pericolosa per la circolazione di mezzi pesanti (non è raro che camion si siano impennati con la relativa perdita del carico), tanto che per irmediare a quel mostriciattolo venne realizzato uno stop per chi scende da via Gherarducci e persino installato un semaforo. Quando mai si è vista una rotatoria regolata da uno stop e da un semaforo. Ecco perché ci son voluti quattro anni prima che la Provincia e il Comune prendessero in carico questa rotatoria, la cui spesa complessiva inizialmente prevista era di 240 mila euro.  Manca solo la ricostruzione dell’edicola votiva, che la famiglia Prosperi si accinge a realizzare ex novo per una spesa preventivata di 20 mila euro, e la messa in funzione dell’impianto semaforico per il quale manca solo l’allaccio alla pubblica fornitura (costo stimato 3 mila euro). Soldi che, beninteso, usciranno ancora dalle tasche dei due privati.

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