“Salvate il mosaico in bianco e nero realizzato nel 1960 con materiali industriali dall’artista Giuseppe Ventura (Argenta 1930 – Ravenna 2000), che decora per oltre 110 mq. la facciata e la balconata dell’ex scuola Gigli di via Cesare Battisti a Recanati!” L’accorato appello parte dal recanatese Ezio Volponi (a suo padre Atlantico è dedicata anche una strada della città) che in quella scuola ha lavorato per 25 anni in segreteria come assistente amministrativo. La paura è che nella foga della demolizione dell’edificio il mosaico possa andare perduto e sarebbe un vero peccato.
Anche perché ormai sembra cosa fatta la scelta di abbattere la scuola e di ricostruirla ex novo. E’ pienamente convinta, infatti, la Giunta Comunale di Recanati di avere titolo a quel finanziamento di 3 milioni e 700 mila euro promessi dalla Regione Marche, nell’ambito dei fondi stanziati per il terremoto 2016, per il ripristino della scuola “Beniamino Gigli” che va avanti come un treno nelle diverse procedure da adottare.
Incurante di quella nota del dirigente dell’Ufficio Ricostruzione sisma, che mette in dubbio l’effettivo diritto a quel contributo, stante il mancato utilizzo di quel plesso scolastico sin dal 2009, all’indomani del terremoto de L’Aquila, martedì scorso la Giunta ha approvato il progetto di grado esecutivo, redatto dall’Ufficio Tecnico Comunale a firma dell’ing. Stefano Romanelli, per i lavori di demolizione dell’edificio esistente previa realizzazione di una paratia in cemento armato dando così il via all’utilizzo di quei 550 mila euro frutto della sottoscrizione di un contratto di mutuo con la cassa depositi e Prestiti.
Di questi poco più di 81 mila euro serviranno proprio per la costruzione della paratia mentre per far crollare l’edificio esistente di euro ne serviranno 390 mila. Circa 15 mila euro sono stati stanziati per imprevisti e traslochi, 7 mila per le spese tecniche di Coordinamento e Sicurezza, 2.756 per gli incentivi al personale impegnato nel progetto e 2.500 per il collaudo statico.
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